Modena, 11 novembre 2015 – Credevano di essere in pace, e invece piombarono in una Grande Guerra. Riflette proprio sulle cause e sulle condizioni storiche che portarono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il progetto “Carissimi padri... Almanacchi della Grande Pace (1900 – 1915)”, promosso da Emilia Romagna Teatro, un'idea di teatro partecipato (come è avvenuto già con “Il Ratto d'Europa”) che ha coinvolto più di sessanta realtà associative, istituzioni e scuole di Modena e provincia.

Ieri sera, con una cena spettacolo (VIDEO) nel ridotto del teatro Storchi, è stato presentato il percorso finale del progetto, che culminerà dal 7 al 17 gennaio al teatro Storchi nello spettacolo “Istruzioni per non morire in pace”, con il testo di Paolo di Paolo e la regia di Claudio Longhi.

L'affiatato gruppo di interpreti è quello che ha accompagnato tutto il progetto: Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale (il popolarissimo professor Corsi della fiction “Che Dio ci aiuti”), Diana Marea, Eugenio Papalia e Simone Tangolo, con Olimpia Greco alla fisarmonica (FOTO).

Lo spettacolo sarà diviso in tre capitoli, autonomi ma collegati (“Patrimoni”, “Rivoluzioni” e “Teatro”), presentati in diverse serate, con una maratona finale il 17 gennaio. Ci porterà nel mondo della Belle Époque per meglio comprendere i meccanismi che portarono alla Grande Guerra: verrà seguita la vicenda di una famiglia, con i suoi protagonisti, e nella storia entreranno anche personaggi famosi dell'epoca, come Stefan Zweig, Lev Trotskij, Sarah Bernhardt o Gabriele D'Annunzio.

“Era un mondo sul precipizio che parlava di pace in maniera continua: per quanto ci fossero le avvisaglie, la guerra arrivò come un fulmine a ciel sereno”, spiega lo scrittore Paolo di Paolo. “Sono questioni inquietanti che ci riguardano ancora molto da vicino. Quegli anni hanno un forte parallelismo con i nostri: leggere gli eventi che portarono alla Grande Guerra ci permette anche di poter evitare gli stessi errori”, aggiunge il regista Claudio Longhi. Con un impianto ispirato anche a Brecht e al cabaret, momenti di leggerezza, musiche e canzoni, lo spettacolo (che sarà poi proposto al teatro Bonci di Cesena, e il prossimo anno in Toscana) ci accompagnerà in quell'epoca di sorrisi e tensioni.

“Carissimi padri è un progetto che dimostra davvero la possibilità di fare rete, e anche per gli attori è un modo per mettersi alla prova su una diversa modalità di approccio”, ha sottolineato Gigi Pedroni di Ert. Dalla Cina, dove si trova per stringere una collaborazione con l'Opera di Pechino, il direttore di Ert Pietro Valenti ha inviato il suo saluto: “Anche con questgo progettosi è costruito un patrimonio di relazioni e una modalità di intervento che non vogliamo disperdere e che proseguirà nei prossimi anni con questo gruppo di lavoro”. “La cultura incontra il sociale: è un modo cordiale e moderno di mettersi in relazione”, ha sottolineato l'assessore alla cultura del Comune di Modena GianPietro Cavazza.

I biglietti per assistere ai tre capitoli dello spettacolo “Istruzioni per non morire in pace” sono già in vendita: è possibile acquistare anche un abbonamento al trittico, a prezzo agevolato. Info, www.emiliaromagnateatro.com