Nuovi uffici della Cpc
Nuovi uffici della Cpc

Modena, 21 agosto 2019 - C'era una volta la piccola fonderia che dopo sessant’anni è diventata una big nel settore automotive con un fatturato in costante crescita. La Cpc in via del Tirassegno guarda da tempo al futuro e quel futuro se lo sta cucendo attorno anche dal punto di vista strutturale, con un mega-ampliamento della sua azienda.

Un progetto imponente, avveniristico, per giocare un ruolo ancora più forte nella culla della Motor Valley a servizio di giganti del calibro di Ferrari, Maserati, Lamborghini, McLaren, Tesla, Google, Bmw Ducati e Porsche.

Scocche, alettoni, prototipi, telai, lavorazioni su fibra di carbonio, i marchi più famosi delle quattro ruote si affidano alla Cpc per componenti di alta tecnologia. E va nella direzione di rafforzare queste lavorazioni all’avanguardia, la realizzazione della nuova parte di stabilimento in atto, un cantiere che proprio nelle ultime settimane ha visto accelerare ulteriormente per creare quello che sarà un vero polo produttivo (all’angolo con via delle Suore) nella zona ex Coca-Cola. Fondamentale, in questo senso, il via libera negli scorsi mesi del Consiglio comunale che con lo Sblocca Modena ha approvato un provvedimento di deroga agli strumenti urbanistici comunali, rispetto all’altezza dell’edificio della torre e alla densità edilizia.

Ma la road-map della società non finisce qui: in programma, infatti, ci sono ulteriori demolizioni e ampliamenti – per cui è già iniziato il confronto tecnico col Comune – che determineranno centinaia di assunzioni altamente specializzate. Lo dichiarava alcuni mesi fa al Carlino l’attuale presidente della Cpc, Franco Iorio, che trent’anni fa scommesse sull’azienda rilevandola: «Grazie agli investimenti in corso nel 2020 saremo oltre 600 persone in questo stabilimento. E per questo devo ringraziare il sindaco Muzzarelli, di certo non lo Stato centrale. Alcuni anni fa proposi al Ministero il nostro progetto di sviluppo e la risposta fu incredibile: mi suggerirono di delocalizzare a Termini Imerese. Invece Muzzarelli, che ha capito l’importanza del nostro progetto per il territorio, attraverso lo ‘Sblocca Modena’ si è adoperato per snellire l’iter burocratico e le cose, tutte a nostre spese, sono andate avanti».

Tornando alla realizzazione del nuovo fabbricato produttivo, l’ampliamento dell’esistente e della struttura tecnologica di pertinenza, alcuni macchinari verranno collocati sulla sommità della torre per lasciare maggiore spazio agli impianti funzionali all’attività produttiva. Per questo motivo la costruzione raggiungerà i 49 metri. In particolare, l’ambito su cui sta puntando la Cpc – spinta dalle richieste e le ambizioni dei suoi committenti – è il settore innovativo dell’auto elettrica, che richiederà un ulteriore ‘balzo’ nel futuro, con l’introduzione di strumenti e lavorazioni ancora più moderne. Ed è proprio sull’auto elettrica che si stanno concentrando molti dei progetti futuri – al momento top-secret – in fase di studio e sviluppo nell’azienda. Insomma, Modena si conferma la casa dell’automotive, a dimostrazione di quel patto che lega sempre di più il territorio ai grandi marchi, con il supporto imprescindibile dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che tanto sta dando e avendo (in termini di appeal) da questo legame con le imprese di settore.