MARIA SILVIA CABRI
Economia

Maxi evasione fiscale, all’imprenditore sequestrati beni e contanti all’estero

L’indagine della Guardia di Finanza di Carpi ha permesso di recuperare ingenti somme anche a San Marino. L’accusa è omessa dichiarazione dell’Iva e occultamento di scritture contabili

Carpi (Modena), 3 luglio 2024 – Un imprenditore di Carpi, in qualità di amministratore di due società operanti nel settore della commercializzazione di pezzi di ricambio di automezzi, è finito nel mirino della Guardia di Finanza per evasione dell’Iva e occultamento di scritture contabili.

Nei giorni scorsi, su delega della Procura di Modena, i militari della Guardia di Finanza di Modena hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 650.000 euro, emesso del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena nei confronti di questo imprenditore carpigiano, che è indagato per omessa presentazione della dichiarazione Iva ed occultamento o distruzione delle scritture contabili.

Il provvedimento cautelare reale è stato emesso a seguito di due verifiche fiscali effettuate dai Finanzieri, che hanno fatto emergere l’esistenza di uno schema fraudolento finalizzato all’evasione delle imposte, disattendendo qualsiasi adempimento fiscale. Nello specifico, impiegando in successione temporale le due società per gestire i rapporti con i medesimi clienti e fornitori, lo schema prevedeva l’acquisto di pezzi di ricambio di autoveicoli in esenzione di Iva, asserendo la loro destinazione a mercati al di fuori dell’Unione Europea.

In realtà, i prodotti venivano ceduti ad imprese nazionali emettendo fatture con indicazione di Iva, che veniva incassata ma non versata all’Erario. In ragione dell’evasione delle imposte, le due società erano quindi in grado di applicare prezzi di vendita particolarmente vantaggiosi, così alterando la libera concorrenza.

Essendo emerse disponibilità finanziarie e quote societarie dell’indagato nello Stato di San Marino, la Procura ha attivato il canale della cooperazione giudiziaria per l’esecuzione contestuale del provvedimento anche all’estero. All’esito, sono stati sottoposti a sequestro somme su conti correnti e quote societarie per un valore complessivo pari a circa 100.000 euro, oltre a gioielli, orologi di pregio e altri oggetti di valore detenuti in una cassetta di sicurezza.