Modena, 5 dicembre 2021 - Dopo l’oscillazione verso il basso nel periodo del lockdown e delle zone rosse, ora il commercio al dettaglio torna ad attestarsi ai livelli stabili del pre-pandemia.
Ma la ripresa è ancora a rischio sia per l’incremento dei contagi nelle ultime settimane, sia per effetto dell’inflazione. Un’inflazione che corre molto velocemente anche a Modena. In provincia si registra un dato molto più positivo rispetto al resto del Paese (-0,2% contro il +0,9% della regione e il +1,1% della media nazionale) per i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande. Ma se si prendono in considerazione i prezzi per mobili, articoli per la casa, ristorazione e alberghi Modena supera di gran lunga altre province e si allinea al +3% della media nazionale.

Questo, almeno , se si raffrontano i dati di ottobre 2020 con quelli dello stesso mese dell’anno scorso, come ha fatto Federconsumatori nel suo annuale Osservatorio dei prezzi praticati dai supermercati, ipermercati e discount. "Promuoviamo i supermercati – dice il presidente Marzio Govoni – perché per una serie di effetti, probabilmente anche per la mancata concorrenza nella grande distribuzione, a Modena si confermano i prezzi dell’anno precedente e in alcuni casi si registra anche un lieve arretramento".

Da segnalare un inedito sorpasso: se ogni famiglia in media sborsa ogni anno circa cinquemila euro con i prodotti che infila nel carrello della spesa, nelle terre d’Argine – e in particolare la città di Carpi – e nel Frignano arriva a risparmiare oltre 350 euro. Secondo Federconsumatori è che per effetto della forte di crescita di strutture commerciali è scattata una competizione (con prezzi a ribasso) tra i vari marchi, per la gioia dei consumatori. Il soggetto che ha trainato di più questa competizione è stata l’ipercoop Borgogioioso di Carpi che ha trascinato a una sostanziale uniformità di prezzi le altre strutture della zona.

"Per la prima volta in 27 anni di Osservatorio – spiega Govoni – la città di Carpi, nota per non essere la più conveniente d’Italia, è al primo posto. Podio abbastanza stretto a dir il vero: poco più giù si trovano la città di Modena, Sassuolo e Fiorano. Perde ancora una volta l’Area Nord dove risiedono 85 mila cittadini che soffre di un dislivello di prezzi clamoroso e non giustificato, con scostamenti di oltre il 7% per i Grandi Marchi e del 5% se si considera il paniere largo".

Segnali di vitalità in Appennino come conferma la classifica dei primi cinque Discount per prezzi più bassi, tutte insegne concentrate nei comuni dove i prezzi sono più alti: vince l’Eurospin di Pavullo, segue il Lidl di Finale Emilia e l’Eurospin di Vignola; male il Lidl di Modena, più caro del 6,5%. Tra gli iper Coop Alleanza 3.0 ha la meglio su Esselunga.
"Le scelte di Esselunga sul fronte dei prezzi sono evidenti – prosegue il presidente dell’associazione dei consumatori –: poco competitiva sui prezzi interi, impegno importante sulla promozionalità, ma senza risultati diversi dagli altri competitori. Sembra essere lontano il tempo nel quale Esselunga era la lepre irraggiungibile, dietro la quale arrancavano le altre insegne".