Modena, 23 giugno 2019 - "Per favore, non parliamo di evento eccezionale. Questa purtroppo è la nuova normalità a cui dobbiamo adeguarci". Il meteorologo Luca Lombroso, resopnsabile dell’osservatorio meteo dell’università, non ha dubbi: i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e gli effetti devastanti si stanno facendo sentire.

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Lombroso, partiamo dal fenomeno che ha causato tanti danni in città è provincia: tecnicamente cos’è stato?

«Un forte temporale (video) accompagnato da grandine (foto), non quindi una tromba d’aria. Certo, il vento era forte e discendente dalla nube temporalesca, tecnicamente è denominato downburst».

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L’avete misurato?

«Sì, ha avuto picchi di velocità intorno ai 111 chilometri orari. Si tratta della seconda massima velocità in assoluto mai registrata presso il nostro osservatorio a un passo dal record assoluto di 112 km/h il 24 luglio 2004, sempre durante un temporale».

E’ anche piovuto tanto...

«Le precipitazioni raccolte dal pluviometro ammontano a 14 millimetri, ma il dato appare sottostimato proprio per il vento che rendeva la pioggia quasi orizzontale».

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I temporali erano previsti, ma forse non di questa entità.

«Quando sono previsti forti temporali sono sempre possibili fenomenti di questo tipo, con grandine e vento particolarmente forte, anche se non vengono segnalate particolari allerte».

Ma perché un temporale così violento (video)?

«Colpe delle alte temperature registrate nei giorni scorsi. Quando le massa d’aria che si incontrano presentano una forte differenza di temperatura, si hanno di questi fenomeni violenti».

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A proposito di eventi estremi: la prossima settimana cosa dobbiamo aspettarci?

«Una forte ondata di caldo. Non da record, ma a Modena arriveremo a 36/38 gradi, una temperatura che fino a pochi anni fa, soprattutto a giugno, sarebbe stata giudicata impensabile».

Continuano ad arrivare flussi d’aria calda dall’Africa mentre l’anticiclone delle Azzorre, che garantisce bel tempo senza afa, resta sull’oceano. Perché?

«Pare che la ragione stia nello scioglimento in atto dei ghiacci del Polo Nord, un fenomeno che crea uno sconvolgimento climatico che finisce per riguardare anche noi».

Intanto qui si contano i danni, dalla grandine agli alberi caduti...

«Sì, ma non demonizziamo gli alberi e soprattutto non tagliamoli e non potiamoli indebolendoli: la presenza delle piante è uno dei pochi scudi che abbiamo contro i cambiamenti climatici».