Al centro il sindaco Muzzarelli
Al centro il sindaco Muzzarelli

Modena, 23 dicembre 2018 -  ​E venne il giorno. Dopo gli indizi ‘seminati’ nei mesi scorsi, Muzzarelli parla apertamente della sua intenzione di tenersi stretta Modena. La scelta viene messa nera su bianco per la prima volta durante la conferenza di fine anno. E il sindaco lo fa sia in maniera aperta che accarezzando l’ipotesi indirettamente, parlando di ciò che verrà fatto «se sarò ancora io a gestire la città».

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«Per guidare Modena – dice – ci vuole un’ampia alleanza che unisce le culture democratiche di sinistra, i verdi, gli europeisti e tutte le realtà civiche. Mi rivolgo a loro, la situazione è in movimento ed è necessario accelerare. Bisogna aprire un confronto stringente sui programmi e l’idea di città futura. Abbiamo fatto tante cose – sottolinea Muzzarelli – e adesso dobbiamo creare nuove energie. L’ho detto e lo ripeto, sono pronto a fare la mia parte per tessere rapporti, unire le intelligenze e mobilitare le passioni di Modena». Arriva poi l’ufficialità della decisione. «Avevo già detto – ricorda il sindaco – di essere pronto a un passo indietro e ora mi assumo la responsabilità di fare un passo avanti. Modena è in movimento, Modena è una città di valori, Modena è una città di libertà, uguaglianza e solidarietà. Non possiamo permetterci che questi valori siano rovesciati».

C’è spazio poi per un messaggio ai futuri alleati, nelle ore in cui Trande (in un’intervista al Carlino) non esclude di proporre un candidato proprio con Art-1-Mdp se non ci sarà una convergenza di intenti: «Ribadisco il mio impegno a costruire un’alleanza e aprire un confronto sulla città». Il tema politico è stato uno dei perni attorno a cui è ruotato il discorso del sindaco, con ampi e ripetuti riferimenti alla situazione nazionale: «Col Modena Park abbiamo dimostrato cosa sappiamo fare quando non ascoltiamo gli imbalsamatori di professione. La città è in ripresa come dimostrano i dati del Pil. Purtroppo, però, non è finita e ci sono legittime paure per il presente e il futuro, domande che attendono risposte dalla politica nazionale. Chiediamo a Roma di farci lavorare senza tagli e meno vincoli, con più risorse per la cura della città e casomai evitando di bloccare gli investimenti che sono già stati finanziati. I pizzini con scritto ‘fatto, fatto, fatto’ non vanno bene, anche perché non è stato realizzato ancora nulla. Modena – continua Muzzarelli – è una città europea e vogliamo restare in Europa».

Il sindaco si rivolge poi a Salvini: «Il mio appello è che si occupi di fare il ministro degli Interni per cui viene pagato e non di farsi fotografare con un ultrà condannato per spaccio di droga. A Modena abbiamo affrontato il tema dell’immigrazione tenendo strettamente legati diritti e doveri. Col decreto Salvini faremo un passo indietro sui diritti umani e la sicurezza. Sono già trenta le persone che fino a ieri avevamo da mangiare e dormire e che oggi sono finiti in strada senza mangiare e dormire. Ho chiesto apertamente al gruppo dei 5 Stelle in Consiglio di prendere le distanze da ciò che stanno facendo a Roma gli alleati della Lega, ma non ho ricevuto risposta». E ancora, sul centrosinistra il sindaco è chiaro: «Abbiamo deluso tanti elettori, ma le alternative stanno già mostrando i loro limiti. Il centrosinistra deve darsi un mossa e il centrodestra una calmata».