Modena, 13 agosto 2012 - C’è chi continua a non dormire la notte, chi a mangiare sfrenatamente pane, torte, gelati fino a ingrassare di parecchi chili, chi a isolarsi dal resto del mondo per vivere in solitudine la propria depressione o confusione mentale. Tante patologie, tanti stati d’animo e un unico responsabile: il terremoto. Al punto che i medici della Bassa modenese, che hanno introdotto il termine ‘terremoto della psiche’, per indicare il malessere che ha colpito decine e decine di persone dei Comuni colpiti dal sisma, lanciano l’allarme.

«Da parecchie settimane — dichiara il medico di famiglia e presidente del Circolo medico Merighi, dottor Nunzio Borelli — stiamo osservando un aumento delle patologie psichiatriche sia nelle persone ancora in età lavorativa, sia negli anziani, senza contare che già da maggio, subito dopo la prima scossa, è triplicato il consumo di psicofarmaci e di benzodiazepine, gli ansiolitici per intenderci».

Dopo il confronto, nei giorni scorsi tra i medici della Bassa modenese e i colleghi aquilani, è emerso che le patologie psichiatriche, nei tre anni successivi al sisma 2009 all’Aquila, sono aumentate del 70 per cento, con gravi problemi di equilibri sociali.

«Un dato preoccupante — continua il dottor Borelli — che ci pone nella condizione di intervenire subito con cure appropriate e di correre ai ripari attraverso l’intervento di psicologi e psichiatri. Non è detto — conclude — che la Bassa modenese debba per forza avere la stessa percentuale registrata nei Comuni aquilani, ma con sempre maggiore frequenza vediamo pazienti depressi, ingrassati di parecchi chili nonostante il gran caldo che indurrebbe a mangiare di meno, avviliti, confusi e apatici». Dalla depressione, per il futuro incerto e lo stato di precarietà perdurante, alla insonnia o al risveglio nel cuore della notte fino al bisogno di fagocitare cibo, in particolare gelati, pane e pasta, per mettere a tacere l’ansia e l’emotività: sono queste di fatto le patologie più diffuse.

Secondo i medici di famiglia, «è fondamentale nei prossimi mesi adoperarsi affinché sia rafforzato il rapporto fra medici e colleghi psichiatri, per affrontare adeguatamente l’impennata di stati d’animo negativi che si registra nei Comuni dell’Area Nord.
Ma è pur fondamentale — dichiarano — che le persone cerchino di reagire con forza agli eventi drammatici della vita, e il terremoto è purtroppo uno di questi».

Viviana Bruschi