Nella foto i dj Daniele Montagnani e Vasco Rossi
Nella foto i dj Daniele Montagnani e Vasco Rossi

Modena, 4 gennaio 2020 - A Modena, se dici Snoopy, tutti sanno di cosa si sta parlando. "E’ il più bel locale di tutti", come lo ha definito Vasco Rossi nel gennaio 2018 quando, negli spazi dell’ex Aem, ha ricevuto la cittadinanza onoraria e le chiavi della città. Il locale che, nei primi anni ’70, ha incoronato l’allora dj della montagna "Re della notte e della città".

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Disco dopo disco, serata dopo serata la storia dello Snoopy è arrivata a un traguardo importante: cinquant’anni. Cinquant’anni di musica, di intere generazioni di modenesi in pista, di personaggi famosi che hanno attraversato la città e il locale di piazza della Cittadella, di storia della moda e dei costumi. Cinquant’anni che verranno festeggiati come si deve il 31 gennaio, non a caso festa del patrono San Geminiano, con un party esclusivo organizzato dai dj e dal personale del ‘magico trentennio’ ’70, ’80 e ’90 per rivivere per una notte l’atmosfera ‘originale’ di allora. Una festa con un piede nel 2020 ma il cuore in questo 2019 appena concluso: era infatti il 1969 quando la storia dell’iconico club modenese ha preso inizio.

Una storia cominciata con la musica dal vivo e gli spettacoli di cabaret che, tra un tramonto e un’alba, hanno presto lasciato il posto alle notti da disco club. E dietro la sua iconica consolle circolare, ai tempi sotto una avveniristica bolla di plastica, c’è stato tra i primi proprio quel ragazzo di Zocca che "odiava i lunedì".

Da quel palco privilegiato – che ha visto passare tra gli anni ’70 e ’90, oltre a Vasco, i dj Daniele Montagnani, Claudio Rossi, Ivan Delisi, Max Gavioli, Beby, Luca Urriani e Giancarlo Rota – si potevano incrociare gli sguardi di intere generazioni di modenesi e, ogni tanto, un volto inaspettato: indimenticabile la serata in cui apparvero Richard Burton ed Elizabeth Taylor. Per non parlare di chi, dietro il bancone del bar, faceva cocktail come un barman qualunque, ma un barman qualunque non era: "Vinicio Capossela faceva i drink, poi suonava il piano del locale", ricorda Massimo Gavioli.

Lo Snoopy

E ancora (negli anni più recenti della gestione Zucchi, Pomelli, De Pietri con Gabriele Fantuzzi come direttore) Califano, Donatella Rettore, diversi piloti della Ferrari. Tra gli ultimi apparsi Bob Sinclair, Cesare Cremonini e il multimilionario star dei social Gianluca Vacchi, sia come ospite che in veste di dj.

"Lo Snoopy è e rimane una delle più belle esperienze della mia vita. Mi ha fatto incontrare Vasco, con il quale ho sempre avuto un rapporto speciale – racconta Daniele Montagnani –. Anche oggi, dopo 50 anni, siamo molto amici e ci vediamo spesso". Tanti gli aneddoti di quell’epoca, uno curioso: "Io e Vasco un Capodanno di tanti anni fa abbiamo fatto uno dei primi ‘selfie’ della storia, proprio allo Snoopy".

Un successo, quello dello Snoopy, dovuto in primis al suo ‘patron’ Filiberto Degani e poi a tutti quelli che sono venuti dopo di lui. La sfida per il futuro ora è nelle mani di Corrado Vacondio, negli anni ’90 dj dello Snoopy e dalla primavera del 2019 nuovo gestore: "Lo Snoopy – racconta – ha fatto la storia della disco club diventando un punto di riferimento per i modenesi e non solo. E’ un’eredità importante che porteremo avanti in equilibrio tra modernità e rispetto della sua anima di locale storico".

Un pezzo di storia di Modena dalle iconiche forme seventy, nate dall’originale opera scenografica dell’architetto Guido baldo Grossi, che ha rubato il cuore a chiunque in questi cinquant’anni sia passato di lì.