Modena, 28 dicembre 2016 - Ne parla come se fosse il suo migliore amico, ma in realtà è anche, e soprattutto, suo padre, nonché il rocker italiano più amato e adorato degli ultimi quarant’anni. A volerla dire tutta, Lorenzo Rossi è ‘responsabile’ anche di uno dei brani più conosciuti di suo papà Vasco: Gabri, tra i personaggi femminili più celebri del ‘canzoniere’ del Blasco, non è altro, infatti, che sua madre Gabriella.

E fa un certo effetto sapere che Lorenzo sta ripercorrendo, in punta di piedi, i primi passi del padre, almeno per quanto riguarda l’esperienza radiofonica. L’inizio improvviso e quasi per caso a Punto Radio lo scorso autunno, emittente libera che vide tra i protagonisti ancora una volta suo papà, poi una sempre maggiore consapevolezza di sé e del ‘peso’ del suo cognome, tanto da portarlo il 31 dicembre su un altro palco speciale: il concerto di Capodanno a Modena dedicato al quarantennio del Picchio Rosso, discoteca tra le più famose in Italia, che ha segnato la scena musicale tra gli anni ‘70 e ‘90 e che proprio in Vasco vide uno dei suoi dj.

Sarà Lorenzo a scandire dalla console l’arrivo del 2017 proponendo i successi della rockstar di Zocca, nell’anno in cui sempre a Modena, l’1 luglio, il Kom festeggerà la sua strepitosa carriera.

Lorenzo, come sta andando l’esperienza a Punto Radio?

«È un’avventura fantastica. Ogni giorno dal lunedì al venerdì conduco Punto Rossi. Mi occupo un po’ di tutto, è una palestra incredibile».

Le emozioni più belle con le cuffie davanti a un microfono?

«Provo sensazioni bellissime, soprattutto perché posso decidere io cosa dire e quali dischi proporre. Dicono che ho una bella parlantina e sicuramente aiuta il fatto di non avere nessuno davanti. E per me che sono timido è fondamentale».

Com’è avere un padre così ‘ingombrante’? Sei stato tu a volerlo conoscere?

«Ho sempre saputo chi era, ma mia madre mi ha sempre lasciato libero di fare le mie scelte. Poi una volta, a 14 anni, mentre passava un suo video alla televisione è scattata la voglia di incontrarlo. In pochi giorni abbiamo organizzato e finalmente c’è stato il primo contatto nel suo studio a Bologna. Da allora il nostro rapporto è cresciuto di giorno in giorno in maniera inaspettata».

Come è cambiata la tua vita?

«Ha voluto fortemente che riprendessi a studiare. Quando lo vidi per la prima volta vivevo una situazione diciamo drammatica dal punto di vista scolastico: ero stato bocciato quattro volte. Mio padre, poi, voleva che fossi il primo laureato della famiglia Rossi. Grazie a lui riuscii ad iscrivermi a Scienze della comunicazione a Bologna e a laurearmi, anche se in realtà avrebbe voluto diventassi notaio...».

Che tipo di legame è il vostro?

«Mi ha preso sotto la sua ala protettiva e mi ha cresciuto. Ci vediamo spessissimo a Bologna dove vivo e parliamo di tutto».

La qualità più bella di Vasco ‘padre’ e Vasco ‘artista’?

«È la stessa: la capacità di saper parlare direttamente al cuore delle persone. Lo ha fatto con me quando ci siamo conosciuti e lo fa continuamente con le sue canzoni».

A luglio si celebreranno i 40 anni di carriera di tuo padre con un mega-concerto a Modena. In che vesti lo vivrai? Ne avete parlato?

«Ne abbiamo discusso giusto cinque minuti perché parliamo pochissimo del suo lavoro. Il mio ruolo? Sarò sotto il palco a cantare a squarciagola i suoi successi... insieme ai suoi fan».