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8 mag 2022

Bonfanti: "Ancora non ci credo Vorrei restare in gialloblù"

"Dedico le tre reti a mio nonno scomparso 6 anni fa. Ancora oggi sento. molto la sua mancanza"

8 mag 2022
Nicholas Bonfanti
Nicholas Bonfanti
Nicholas Bonfanti
Nicholas Bonfanti
Nicholas Bonfanti
Nicholas Bonfanti

Partiamo col dire che una tripletta, in carriera, non l’aveva mai messa a segno. Certamente è la sua prima con la maglia del Modena, con il nerazzurro dell’Inter nelle giovanili mai era riuscito a toccare quota tre in una sola partita e dunque già questo è motivo particolarmente valido per festeggiare un traguardo personale, nella festa generale a tinte gialloblù. Quanto è mancato, Nicholas Bonfanti, ad Attilio Tesser. E quanto avrebbe potuto dare in chiave realizzativa. La tripletta al Bari è la sua personale rivincita, se così voglia chiamarla. Pallone a casa e maglietta ben stretta tra le mani, esprime la sua gioia: "Non ci sto ancora credendo, sono veramente contento come potete capire dal mio sorriso – ha raccontato – ma sono ancora leggermente rammaricato perchè avremmo anche potuto vincerla alla fine. Io sono sempre motivato al massimo. Ricordo a Cesena la mia prima doppietta, l’affetto della gente, da quel momento ho trovato davvero enormi motivazioni per ripagare quel tipo di affetto dei tifosi del Modena. Sull’ultimo gol, beh, ho dato il colpo di rusta all’angolo, sapevo già cosa fare quando è arrivato il cross di Renzetti". Sono stati due gli assist del terzino sinistro, uno di Giovannini: "A Renzetti pagherò volentieri due birre. Con Giovannini ci passo la serata, starà con me". Anche per Bonfanti è una stagione, comunque, da record. La prima serie B conquistata coi grandi e ora da giocare: "Io non vedo l’ora – ha confessato – vedremo cosa mi riserva il futuro, in questo momento non so sinceramente nulla. Io vorrei rimanere". Infine, la dedica speciale: "Dedico la tripletta a mio nonno – ha ricordato il ragazzo – è venuto a mancare 6 anni fa e per me fu una grave perdita. Ancora oggi ne sento la mancanza, per lui farò anche un tatuaggio in settimana su tutto l’avambraccio. Anche lui era molto forte di testa".

Alessandro Troncone

© Riproduzione riservata

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