di Davide Setti Con tutte le precauzioni anti Covid che vigono ora negli stadi bisognerebbe dotare il "Cabassi" di un paio di defibrillatori aggiuntivi. Ieri sera nel debutto playoff alla Dario Argento della squadra di Riolfo, ce ne sarebbe stato davvero bisogno, soprattutto in un secondo tempo da aritmia continua. I biancorossi con il 2-2 passano (grazie al miglior piazzamento) dal buco più stretto, una piccola fessura che si apre nel finale di una gara controllata per un tempo, grazie al sigillo in pieno recupero di Biasci, e poi quasi gettata via nei primi 15’ della ripresa, quando...

di Davide Setti

Con tutte le precauzioni anti Covid che vigono ora negli stadi bisognerebbe dotare il "Cabassi" di un paio di defibrillatori aggiuntivi.

Ieri sera nel debutto playoff alla Dario Argento della squadra di Riolfo, ce ne sarebbe stato davvero bisogno, soprattutto in un secondo tempo da aritmia continua.

I biancorossi con il 2-2 passano (grazie al miglior piazzamento) dal buco più stretto, una piccola fessura che si apre nel finale di una gara controllata per un tempo, grazie al sigillo in pieno recupero di Biasci, e poi quasi gettata via nei primi 15’ della ripresa, quando l’Alessandria (che doveva solo vincere) l’ha ribaltata sfiorando anche il 3-1 che avrebbe probabilmente scritto la parola game over sui playoff del Carpi.

Ci ha pensato il solito immenso Biasci, di testa con un lob tanto beffardo quando clamorosamente astuto, a firmare il pari più importante della stagione che manda il Carpi ancora al Cabassi lunedì contro una fra Juve U23, Novara, Ternana e Potenza.

La sorpresa nelle distinte è l’assenza di Ligi, che non recupera, con il debutto assoluto da titolare di Varga al fianco di Sabotic. Riolfo poi preferisce Jelenic a Maurizi dietro le due punte. Gregucci se la gioca a pieno organico offensivo, Martignago e Arrighini giocano alle spalle di Eusepi. Se qualcuno pensa a una gara di attesa si sbaglia di grosso, basta vedere come Prestia dopo 12 secondi si prenda il primo giallo. Ma è Cosenza che rischia grosso poco dopo, quando entra con una "vangata" su Biasci che meriterebbe il rosso: Meraviglia si ferma al giallo, ma sbaglia. I rischi per Nobile si limitano a un tiro debole di Eusepi, che poco dopo in girata dà solo l’illusione del gol. Il Carpi lascia sfogare i grigi e ogni volta che può si distende. A Vano manca qualche millimetro per arirvare sul cross teso di Pellegrini, poi proprio nel recupero del primo tempo Jelenic inventa per Biasci, che fa la solita cosa fantastica, tocco col destro e bordata a ingannare Valentini sul primo palo.

Ma nella ripresa il Carpi non c’è proprio. Per 15’ subisce le folate dei grigi e anche due rigori che Meraviglia fischia senza indugio: Nobile affonda Arrighini, Sarzi Puttini poco dopo stende Suljic e già ammonito rischia anche il rosso. Dal dischetto due volte Eusepi è letale. Un uno-due tremendo, che potrebbe diventare 1-3 qualche istante dopo quando ancora Eusepi in girata chiama Nobile alla deviazione, con la palla che incoccia la traversa. Lì forse è la sliding door del match. Riolfo si gioca Simonetti e mette Pezzi terzino, poi anche Cianci. Proprio da un tiro di Simonetti la palla si impenna deviata, Valentini fa la seconda frittata di giornata e smanaccia male pressato da Cianci: Biasci di testa in pallonetto rimette il Carpi in corsa. Ci sarebbero 20’ abbondanti ma la squadra di Gregucci non ne ha più per fare male e il Carpi ridisegnato col 4-4-2 (Jelenic esterno alto) e un Boccaccini immenso a fare da contraerea al posto di Varga alza il muro senza più soffrire. I playoff proseguono, ma da una fessura molto piccola.