Modena, 18 maggio 2018 - Dopo tanta sofferenza, oggi è un grande giorno per i Canarini. E' arrivato pochi minuti fa, infatti, per bocca del sindaco geminiano, Gian Carlo Muzzarelli, l'atteso annuncio della cordata che si è aggiudicata l'onere e l'onore di far sognare di nuovo i cuori gialloblù.

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A vincere è la cordata del Pro Modena. Coinvolge, per volontà dell'Amministrazione, sia Amadei (a dicembre l’assessore Guerzoni lo incontrò a Lentigione) che Sghedoni. Parliamo di imprenditori seri, al vertice di due grandi aziende come Immergas e Kerakoll, appassionati, con un solo ma importante limite: un 18,75% a testa, lo stesso di Salerno. E poi c’è quel 45% non assegnato, intestato a Doriano Tosi, che avrà lasciato qualche perplessità alla commissione. 

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Ecco invece le due cordate che sono uscite sconfitte:

U.S. MODENA. E’ il nome scelto da Samorì e Gibellini e dagli altri otto soci. Sono stati i primi a candidarsi e ad illustrare in modo trasparente i loro programmi, mostrando grande determinazione, senza rinunciare a polemizzare con l’amministrazione comunale.A volte sono sembrati quasi rassegnati alla sconfitta e sono andati anche fuori tema come con la richieste al sindaco di chiedere la restituzione ad Amadei dei 3 milioni del mutuo. Ma nel complesso hanno dimostrato la ferma volontà di fare qualcosa di importante per la rinascita del calcio geminiano. Chiarita solo a voce la suddivisione delle quote, con un 20% a testa per Samorì, Gibellini e l’imprenditore Rossetti, mentre l’altro 40% è suddiviso tra gli altri sette soci non tutti modenesi.

MODENA CALCIO SSD. Rispetto agli altri gruppi, qui c’è uno solo che comanda: si tratta del bresciano Roberto Marai, re delle sale giochi, imprenditore poliedrico, economicamente forte e desideroso di entrare nel calcio dopo il tentativo fallito un anno fa di prendere il Mantova. Guida la cordata Luca Toni, un nome importante, la migliore espressione del calcio modenese di tutti i tempi. Un aspetto non trascurabile vista anche l’esigenza di ridare al Modena un'immagine deteriorata da anni di cattiva gestione. Marai ha l’86% della società, è disposto a cedere il 35% ad altri, ma vuole la maggioranza. Toni e l’avvocato modenese Beraldi hanno una piccola quota del 2%, mentre il 10% è di Alessandro Piccolo, imprenditore edile che opera sul nostro territorio.

Ora il primo cittadino incontrerà li tifosi al Braglia e risponderà alle loro curiosità, mentre già cresce la fibrillazione in vista del mese di luglio, quando, salvo sorprese, la Federazione sarà chiamata a ufficializzare la rinascita del Modena e a iscriverlo al prossimo campionato di Serie D.