Dentro la partita. Il primo passo è dimenticare il ko di maggio

Il Modena si prepara per una sfida cruciale contro il Pordenone, con diverse assenze da gestire. La partita si preannuncia difficile, ma la squadra gialla è determinata a mantenere il buon momento di febbraio.

Il primo passo è dimenticare il ko di maggio

Il primo passo è dimenticare il ko di maggio

Arriva pure qualche giorno dopo San Valentino, la trasferta in Laguna. Qualcuno ne può approffitare per un giretto romantico nella sempre bella Venezia, ma se il Modena scende in campo anche solo un pelo distratto da quanto avrà intorno, potrebbe andare a finire come a maggio dello scorso anno (in foto), quando il battello canarino fu abbattuto dal ciclone Pohjanpalo, ben quattro i suoi gol.

Visti i risultati di ieri (Bari vincente e Cosenza idem) vien da sé che la sfida nella sfida tra gli allievi di Allegri (Bianco) e Conte (Vanoli) assume contorni ancor più interessanti, se mai non avesse già abbastanza. È l’ennesima prova del nove per i gialli, in ripresa a febbraio grazie ai 5 punti nelle ultime 3, ma pur sempre limitati da infortuni e squalifiche. La prima volta senza Zaro sarà un esame, senza Ponsi tocca inventarsi qualcuno a destra perché Oukhadda è ancora out e, così, Bianco si ritrova tra le mani la carta Duca, rientrato a disposizione. Al netto delle sue condizioni, Duca l’esterno a destra può farlo. Lo ha già fatto a Catanzaro, ad esempio, e più in generale il Modena ha spesso giocato sfruttandolo in quel modo. È lui il favorito per agire a tutta fascia, con il lavoro difensivo di Riccio e il filtro di Battistella la soluzione può essere percorribile. Altrimenti, Bianco dovrà adattare uno fra Santoro e Magnino.

Riecco Palumbo a centrocampo, dopo l’assenza per squalifica nella gara di sabato scorso pareggiata al Braglia contro il Cosenza, con lui Gerli e Corrado a sinistra pronto al duello rusticano con Candela, quest’ultimo tra i migliori della categoria nel suo ruolo. Davanti, recuperato anche Manconi, Bianco continuerà a puntare su Gliozzi e Abiuso, tenendosi la carta Di Stefano a partita in corso. A Pergreffi l’arduo compito di arginare Pohjanpalo (11 reti in campionato fin qui), fisicamente il capitano è sicuramente il più indicato alla lotta ma il Modena dovrà giocare e difendere di reparto se vorrà contrastare lui e Gytkjaer, coppia che in serie A farebbe meglio di tante altre. Fuori dal campo è attesa la festa con le tifoserie per le vie della città, per rinnovare un sodalizio che dura da oltre 30 anni. In campo, Bianco e Vanoli si ritrovano vicini come non mai. Pare una montagna da scalare, non è la prima e non sarà l’ultima.

Il Modena non si scomponga e resti quello di febbraio, pur al cospetto di una squadra che somiglia ad una macchina inarrestabile. Ma, anche le belle macchine, possono avere dei difetti...

Alessandro Troncone