Nel mirino c’è la nazionale serba, da riacciuffare a marzo, ma anche quella continuità che né il Sassuolo né lui hanno ancora trovato. Il Sassuolo è il Sassuolo, quello che pareggia a casa Juve e ‘sbraca’ contro l’Udinese disorientando i più, e lui è Filip Djuricic, uno degli ex più attesi di Sampdoria-Sassuolo. Quando giocava a Genova, di lui il tecnico Marco Giampaolo diceva che «gli mancava l’uno per fare trentuno» e anche in neroverde, nonostante il fantasista serbo sia un pupillo di De Zerbi, l’uno ancora non lo ha fatto, Filip. Tra colpi di genio (il gol di Verona, ma non solo) e qualche...

Nel mirino c’è la nazionale serba, da riacciuffare a marzo, ma anche quella continuità che né il Sassuolo né lui hanno ancora trovato. Il Sassuolo è il Sassuolo, quello che pareggia a casa Juve e ‘sbraca’ contro l’Udinese disorientando i più, e lui è Filip Djuricic, uno degli ex più attesi di Sampdoria-Sassuolo. Quando giocava a Genova, di lui il tecnico Marco Giampaolo diceva che «gli mancava l’uno per fare trentuno» e anche in neroverde, nonostante il fantasista serbo sia un pupillo di De Zerbi, l’uno ancora non lo ha fatto, Filip.

Tra colpi di genio (il gol di Verona, ma non solo) e qualche pausa di troppo, l’incedere del serbo ai livelli che gli consentirebbe una tecnica da predestinato procede, come quello del Sassuolo, tra discese ardite e risalite. «In blucerchiato sono stato un anno e mezzo, ma il mister non mi vedeva e ho preferito andare altrove, nonostante la Samp fosse una grande società». A Benevento, allora, dove il Deze ne ha assecondato in egual misura talento e indolenze, armandosi di quella pazienza grazie alla quale il Djuricic di oggi è asset importante nel Sassuolo che cerca la svolta. Quattordici presenze e tre gol, per il fantasista serbo, «ma – dice – posso ancora crescere: il ruolo non è mai stato un problema, ma la posizione in cui gioco oggi è quella che mi è più congeniale, e il rendimento di questa stagione è migliore rispetto a un anno fa».

Tanto vale, sembra di capire, trarne il massimo. Dice, Djuricic, che vorrebbe tornare in nazionale a marzo, ma sa bene che la chiamata dipende da quanto farà nel Sassuolo e si regola di conseguenza. «L’obiettivo è giocare spesso, e segnare qualche gol in più», aggiunge, e pazienza se la prima occasione per segnare ‘qualche gol in più’ gliela fornisce il ‘suo’ Marassi. Nostalgie da ex, Djuricic, ne ha pochine, e preferisce considerare i blucerchiati solo un (altro) ostacolo da saltare sulla strada della continuità, che né lui né il Sassuolo hanno ancor trovato del tutto. «Torniamo a Marassi la gara, strana, che giocammo con il Genoa, e ci torneremo con la stessa voglia di vincere, anche perché tre punti contro la Samp potrebbero cambiare tutto». E garantire al Sassuolo classifica congrua. «Questa è una squadra di carattere, e lo ha dimostrato quando serviva, a Verona, a Brescia e contro il Torino: adesso si tratta di vincere due tre gare di fila, e possiamo farlo, dando una svolta alla stagione».

La Samp è avvertita, e Djuricic crede al colpaccio – non sarebbe il primo, tra l’altro per il Sassuolo, dentro il Marassi blucerchiato – che darebbe la svolta. «Abbiamo qualità importanti e alla fine della stagione mancano diciotto partite, i nomi della nostra rosa, anche se ci sono molti assenti, non sono in tanti ad averli e siamo convinti di poter fare ancora una grande stagione». Sbancare Marassi potrebbe essere un buon inizio, oltre che la classica vendetta che il buon Filippo, anche se non sembra farci troppo caso, non vede l’ora di consumare al cospetto di chi non ne comprese appieno le potenzialità….

Stefano Fogliani