Un periodo difficile e anche di difficile diagnosi, nel quale la malattia lo ha tenuto ai box ben oltre il previsto: «Neanche io so bene quello che mi è successo, qualcosa di strano» racconta Maxwell Holt (foto) fermato per oltre dieci giorni da un’atipica forma influenzale «che per due giorni consecutivi ha portato emicranie fortissime» e poi un recupero più lungo di quanto auspicato. «Diciamo che questo periodo di malattia mi è servito per riposarmi – ha voluto vedere il lato positivo, il centrale americano – e per giocatori come noi,...

Un periodo difficile e anche di difficile diagnosi, nel quale la malattia lo ha tenuto ai box ben oltre il previsto: «Neanche io so bene quello che mi è successo, qualcosa di strano» racconta Maxwell Holt (foto) fermato per oltre dieci giorni da un’atipica forma influenzale «che per due giorni consecutivi ha portato emicranie fortissime» e poi un recupero più lungo di quanto auspicato. «Diciamo che questo periodo di malattia mi è servito per riposarmi – ha voluto vedere il lato positivo, il centrale americano – e per giocatori come noi, che dalla World Cup si sono subito catapultati nel campionato italiano è qualcosa di necessario, abbiamo fatto molta fatica. Comunque sono ancora qua, sono vivo, questo è l’importante». Scherza ma neanche troppo, Holt, che da più di un anno convive con questi problemi di equilibrio e mal di testa. Rientrato in campo per qualche scampolo di secondo set nei quarti di finale di Coppa Italia mercoledì, Holt si gode il buon momento della Leo Shoes e guarda avanti verso un mese ricco di impegni, nel quale potrà tornare a essere protagonista e probabilmente avrà una maglia da titolare già da domani per il re-match, stavolta in campionato, contro la Consar Ravenna.

Holt, ripartiamo da mercoledì. Abbiamo rivisto una Modena da battaglia?

«Siamo contenti di come abbiamo giocato tre giorni fa, una bella partita che fa morale. In generale stiamo giocando bene in questo inizia di 2020. Ravenna è una squadra scomoda, il match era molto importante, di quelli da dentro o fuori che non devi fallire: siamo stati bravi».

Intanto lei è rientrato, mettendo a segno un paio di punti...

«Ho avuto una discreta fortuna mercoledì. Sulla prima palla avevo detto ai miei compagni di muro che sarei saltato a sangue sul primo tempo, e Saitta ha dato proprio primo tempo. Poi è arrivata una ricezione slash solo da schiacciare. Insomma, è stato un lavoro facile».

Delle ultime prestazioni di Bossi che dice?

«Bossi ha giocato forte, è bello sapere che se uno di noi sta male c’è qualcun altro che può giocare e tenere il livello ugualmente alto».

Il PalaPanini le ha tributato un’ovazione da brividi al rientro in campo mercoledì?

«Dopo quattro anni qui mi sento come un bambino in famiglia. È stupendo sentire tutto l’affetto che la gente di Modena ha per me, è davvero come essere sempre a casa, coccolato».

Infine ecco il mese che conduce alla Final Four di Coppa Italia: come lo affronterete?

«Lo affronteremo lavorando, è quello che ci vuole se vogliamo raggiungere davvero i traguardi che per noi sono i principali. Sappiamo che la Coppa Italia è il nostro obiettivo di questo periodo della stagione, possiamo vincerla e cercheremo di farci trovare pronti per dare il massimo a Bologna».

Alessandro Trebbi