Quotidiano Nazionale logo
8 mag 2022

Il Sassuolo costretto ad accettare il pari

L’Udinese si conferma ossa duro da battere per i neroverdi. Scamacca segna nelle fasi iniziali, ma la vittoria non arriva

Duello tra Udogie e Berardi. Il neroverde non è riuscito ad incidere risultando a tratti troppo nervoso
Duello tra Udogie e Berardi. Il neroverde non è riuscito ad incidere risultando a tratti troppo nervoso
Duello tra Udogie e Berardi. Il neroverde non è riuscito ad incidere risultando a tratti troppo nervoso

Nulla da fare, il Sassuolo l’Udinese proprio non la batte. La tiene a distanza pareggiando – otto gare senza vittoria contro i friulani, unica vittoria casalinga settembre 2016 – e aggancia il Torino a quota 47, la squadra di Dionisi, ma non riesce a far valere cifra tecnica superiore, cui i friulani oppongono un’organizzazione che garantisce loro il punto che volevano. Frustrando le velleità dei neroverdi, che sognavano di ripartire, dopo il 6-1 subito dal Napoli, con una vittoria. Invece no: per il Sassuolo solo un passo avanti, sorretto tuttavia da una prestazione all’altezza.

Dionisi vira sul 4-3-3 e non si può dire il Sassuolo non se ne giovi, anche se a ritrovarsi attorno al modulo ci mette qualche minuto. Non è infatti passato nemmeno 1’ quando Deulofeu si presenta davanti a Consigli che rimedia dando modo ai padroni di casa di registrarsi su automatismi che, con un esterno in meno (Traorè, non al top, entra alla fine) e un centrocampista in più (Henrique) non sono quelli di sempre. Ma danno solidità e concretezza al Sassuolo: al primo affondo la ditta Raspadori-Scamacca confeziona il vantaggio, difeso poi con attenzione e qualche affanno da Pereyra (19’), Pussetto (23’), Perez (36’) che al pari vanno vicinissimi. Non meno, tuttavia, di quanto vada vicino il Sassuolo al raddoppio: Frattesi, Berardi e Scamacca lo cercano costruendosi buone occasioni vanificate da conclusioni non all’altezza.

E’ gara di attenzioni reciproche, quella del Mapei Stadium, ma anche di opposte schermaglie che raccontano quelle inefficienze che oggi consegnano sia la squadra di Cioffi che quella di Dionisi alla metà della classifica.

Perché l’Udinese è fisica e quadrata, gioca a memoria attorno ad un Deulofeu in stato di grazia, ma ha solo nel 10 il giocatore che inventa, mentre il Sassuolo di ‘inventori’ ne ha più di uno, ma quando i bianconeri alza il pressing, randellando alla bisogna, spazio per le invenzioni non ce n’è.

Così, i neroverdi tanto soffrono – Consigli su Deulofeu al 54’ – quanto sprecano – Scamacca, Ayan – e la gara resta senza padroni.

Anche perché Cioffi trova i jolly in panchina: Soppy svelle la fascia sinistra neroverde facendo saltare equilibri precari ma fin lì preservati dal Sassuolo, Nuytinck trova in mischia il pari e mette le ali ai bianconeri, vicinissimi anche al sorpasso al minuto 83 e nel recupero con il solito Deulofeu.

Ma aggrappati a Silvestri allo scadere, quando Traore va ad un passo dal far saltare il banco.

Stefano Fogliani

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?