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22 mag 2022

Il Sassuolo ha ancora voglia di stupire

I riflettori del calcio italiano sono puntati sui neroverdi che, con la testa libera, proveranno a battere come all’andata il Milan

22 mag 2022
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo
L’ex neroverde Pioli con Dionisi prima della gara di andata vinta dal Sassuolo

Finisce, oggi, l’avventura in campo di Francesco Magnanelli, e finisce pure quella di Federico Peluso in neroverde. Poi finisce anche il campionato, e con una partita che vale tutto per il Milan, quanto per il Sassuolo lo scopriremo. Sei mesi fa, quando neroverdi e rossoneri si incrociarono a San Siro e il Sassuolo sbrecciò la squadra dell’ex Pioli, il Milan era già primo in classifica (insieme al Napoli, però…) e il Sassuolo un cantiere in movimento il cui incedere lo ha portato ai 50 punti di oggi. Oggi il Milan è primo da solo – e se non perde vince lo scudetto – mentre il cantiere neroverde si appresta a chiudere i lavori strizzando l’occhio a quanto non ti aspetti. La fiutano, i neroverdi, l’impresa: lo ha detto anche Rasapdori a metà settimana, lo ha confermato Alessio Dionisi e quello Scamacca che, per l’occasione, sceglie un nuovo look con capigliatura decolorata, prelude trappole possibili. Che Stefano Pioli, ex tecnico neroverde che ha buone consuetudini sul prato reggiano – è imbattuto dal 2018 - proverà ad evitare. Riuscendoci, vincerebbe lo scudettto, ma chissà… Perché il Sassuolo, già privo di assilli – era 12mo – a novembre e ‘leggero’ di testa, sarà ‘leggero’ anche oggi che ‘balla’ a ridosso di un undicesimo posto migliorabile s’intende, ma solo con gara extralarge che chissà se è nelle sue corde, viste le consapevolezze milaniste da una parte e, dall’atra, l’ovvia stanchezza che lega ogni squadra al suo finale di stagione. Per sbancare San Siro, a novembre, Dionisi cucì addosso ai neroverdi un 4-3-3 che faceva a meno di Traore in attacco e dava spazio, in mediana, alle geometrie del brasiliano Henrique e basterebbe il precedente ad aspettarsi una replica in questo senso, e non necessariamente legata alla scelta di coprirsi di più, quanto alle condizioni non ottimali di Traore.

Detto infatti che le assenze certe sono quelle di Romagna, Obiang, Toljan e Harroui e che rientra, avendo scontato la squalifica, Kyriakopulos, resta da dire dell’ivoriano. Fermo tra mercoledi e giovedi, al trotto venerdi e aggregato al gruppo solo in occasione della rifinitura di ieri, Junior mica è detto abbia i 90’ nella gambe, con tutto quel che segue in termini di opzioni ‘dionisiache’. "Uno schema ci da’ più equilibrio e copertura, l’altro maggior peso offensivo", ha sempre detto il tecnico neroverde, che il suo daffare lo avrà anche nello scegliere chi affiancare a Ferrari tra Ayhan e Chiriches al centro della difesa e nel modulare l’impiego di Defrel, che ha ingresso in campo garantito, a gara in corso, dalla sua capacità di ricoprire più ruoli, la stessa che potrebbe suggerire l’impiego part-time anche di Djuricic. Rispetto a Bologna torna dal 1’, in cabina di regia, anche Maxime Lopez, che radio mercato vuole vicinissimo alla Roma. Ma oggi si gioca ancora, e per il mercato c’è tempo.

Stefano Fogliani

© Riproduzione riservata

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