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19 apr 2022

Il Sassuolo medita un altro riscatto da grande

Dopo essere caduta nella trappola di Cagliari, la squadra di Dionisi vuole dimostrare ancora una volta di poter frenare le ’big’

Lo ’storico’ gol di Lopez a Torino per il successo, 2-1, ottenuto all’andata
Lo ’storico’ gol di Lopez a Torino per il successo, 2-1, ottenuto all’andata
Lo ’storico’ gol di Lopez a Torino per il successo, 2-1, ottenuto all’andata

di Stefano Fogliani

Altrove, a guardare il calendario post pasquale che propone, da qui a fine mese, prima la Juventus in casa e poi il Napoli in trasferta, si esprimerebbero le preoccupazioni del caso. Altrove, perché al Mapei Football Center, dove il Sassuolo prepara il doppio incrocio, le preoccupazioni sono decisamente meno. Da una parte la classifica permette passi falsi a prescindere, priva ormai di significati tangibili che non siano un posto nella top ten, dall’altra la sconfitta di Cagliari, archiviata con ovvio malumore, conferma quanto si sapeva già, ovvero che il Sassuolo funziona meglio con le grandi che non con le piccole. Dove per ‘piccole’ si intendono squadre con classifica ben peggiore di quella neroverde, magari come il Cagliari in bagarre-salvezza: chiuse e ostiche, che in campo vanno per ripartire e fanno valere motivazioni che i neroverdi, più tecnici, ma anche più sensibili alle gare ad alta visibilità che non ad altre, non interpretano (quasi) mai nel modo giusto.

La sconfitta di Cagliari, fosse servita, è stata l’ennesima conferma: il dato licenziato dalla giornata numero 33 dell’anno uno dell’era Dionisi dice infatti che il Sassuolo ha fatto 24 punti contro le squadra di prima fascia, 22 contro quelle di secondo. Il limite lo abbiamo piazzato (arbitrariamente) tra decimo e undicesimo posto: con le squadre della sua ‘colonna’ i neroverdi hanno uno score 1,6 punti a partita (42 in 15), che scende a 1,2 quando il Sassuolo va a sbattere contro le ‘altre’. Quelle, per intendersi, dall’undicesimo posto in giù, nei confronti delle quali i punti sono meno (22) e le partite giocate (18) qualcuna di più.

Un bel paradosso, che con tutta probabilità è costato al Sassuolo la possibilità di lottare in questo finale di stagione per un posto in Europa (avesse marciato sempre a 1,6 il Sassuolo sarebbe ben oltre quota 50) e che diventa, a questo punto, da una parte, l’unico limite da imputare alla squadra di Dionisi e dall’altra un viatico cui aggrapparsi adesso che arrivano due big che oggi navigano in zona-Campion’s e con tutta probabilità di andranno anche. Scrivendo un altro paradosso che non sfugge: contro le prime quattro in classifica i neroverdi hanno fatto 10 punti in 5 partite, contro le ultime quattro13 in 8, abbassando la media punti di mezzo punto a gara. E se non si può non ricordare l’adagio che dice che ‘quando vai in campo la classifica non conta’ giusto aggiungere che la prova del nove arriva da qui ai prossimi due match. Almeno per i neroverdi.

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