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3 mag 2022

La batosta di Napoli e i precedenti: quanti cappotti per i neroverdi

Dall’approdo in A sono già otto le debacle e il 6-1 del ’Maradona’ non è la peggiore

3 mag 2022
Lopez e Insigne lottano su un pallone
Lopez e Insigne lottano su un pallone
Lopez e Insigne lottano su un pallone
Lopez e Insigne lottano su un pallone
Lopez e Insigne lottano su un pallone
Lopez e Insigne lottano su un pallone

di Stefano Fogliani

Le polemiche post-sconfitta, sollevate magari ad arte ma inevitabili dopo una figura come quella rimediata dai neroverdi al Maradona, sono inevitabili. Altrettanto lo è mettere in luce come, anche se non succedeva da un po’, non è la prima volta che il Sassuolo incappa in passivi record, ma se in passato il tutto veniva giustificato con l’inesperienza (ai tempi di Di Francesco), con la debolezza strutturale della squadra (nel 201718) e, più di recente, con l’iperoffensivismo che ha caratterizzato la gestione De Zerbi, dopo il cappotto subito dal Napoli le giustificazioni stanno a zero, non foss’altro perché la squadra neroverde ha qualità ed esperienza. Lo sa bene il tecnico neroverde Alessio Dionisi che si è assunto le responsabilità del caso, e lo sa il gruppo all’interno del quale non sono moltissimi i reduci di quel Sassuolo che, tra 2013 e 2018, almeno un’imbarcata a stagione la prendeva.

Altri tempi, verrebbe da dire, il Sassuolo è cresciuto, si aggiungerebbe, ed ecco invece che il cappotto del Maradona ne evoca altre, di figuracce, ingigantendo i demeriti neroverdi con la statistica (il Napoli, 4 gol nei primi 21’ di gara, non li aveva mai segnati) e facendone la squadra che, da quando è in serie A, ha preso più di tutti almeno sei gol in una gara. Sei volte è successo, c onta poco che l’ultimo rovescio ‘tennistico’ risalisse al dicembre 2018 (Sassuolo-Atalanta 2-6) perché questa tendenza a rimediare, non così spesso, ma periodicamente, figure non granchè espone tutto il progetto neroverde (vertici societari compresi) da una parte ai peana dell’ambiente, dall’altra ai lazzi di chi sullo ‘Scansuolo’ ha costruito le sue fortune social.

Tant’è: a darne conto, dei passivi record rimediati dai neroverdi, si scopre che a mettersi avanti (quasi) da subito fu il Sassuolo neopromosso che alla sua terza apparizione in serie A ne prese 7 dall’Inter in casa, replicando meno di un anno dopo a San Siro: 7-0 per i nerazzurri e tutti a casa. Passano tre anni, il Sassuolo si costruisce la fama di solida realtà, ma nel 201718 rieccoli, i cappotti: all’Olimpico, contro la Lazio, a dicembre finisce 6-1 per i biancocelesti, a febbraio all’Allianz Stadium va pure peggio, con un 7-0 per i bianconeri che si specchia, la settimana successiva, nel 6-2 con il quale il primo Sassuolo di De Zerbi chiude l’anno solare. Passano tre anni e mezzo, ma il cappotto, si sa, non passa mai di moda, ed ecco, anche se l’aprile che finisce suggerirebbe abbigliamento primaverile, il 6-1 di Napoli.

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