Sassuolo CON TANTI saluti ai ‘cioccolatai’ tanto cari a De Zerbi, quelli che si stupiscono dell’impegno che il Sassuolo profonde in questo finale di stagione e che hanno, adesso, altro materiale sul quale sbizzarrirsi. Perché non blinda forse il decimo posto, il primo punto che il Sassuolo strappa sul suo campo alla Roma, ma racconta squadra viva e che se la gioca. Squadra seria, che complica parecchio, con gara gagliarda, la corsa Champions di una Roma cui il Sassuolo non ha dato strada, rivendicando la propria statura...

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CON TANTI saluti ai ‘cioccolatai’ tanto cari a De Zerbi, quelli che si stupiscono dell’impegno che il Sassuolo profonde in questo finale di stagione e che hanno, adesso, altro materiale sul quale sbizzarrirsi. Perché non blinda forse il decimo posto, il primo punto che il Sassuolo strappa sul suo campo alla Roma, ma racconta squadra viva e che se la gioca. Squadra seria, che complica parecchio, con gara gagliarda, la corsa Champions di una Roma cui il Sassuolo non ha dato strada, rivendicando la propria statura di squadra, nel senso più pieno del termine. Ranieri lascia in panchina l’acclamatissimo De Rossi, pur confermando il 4-2-3-1 atteso alla vigilia, e il Deze fa di necessità virtù, attingendo agli unici tre centrocampisti a disposizione per un 4-3-3 che ha in Djuricic il solito falso nueve e in Boga e Berardi le variabili adatte a ‘muovere’ la retroguardia romanista. Che, ha ragione De Zerbi, qualcosa concede, ma resta spesso alta. E arma ripartenze dalle quali scaturisce il primo pericolo per Consigli, che sbroglia su Under quando siamo appena al 7’. Vuole punti-champions, la Roma, e gioca di conseguenza, ma il Sassuolo, che ha sei milioni di buoni motivi – a tanto ammonta il premio della Lega per quel piazzamento – per restare aggrappato alla sua classifica. Quindi mica si disuniscono, i neroverdi, anche se qualcosa pagano alla fisicità romanista, ma ripartono e ribattono. Il palleggio con il quale la Roma cerca l’area neroverde è lo stesso con il quale il Sassuolo cerca la giocata decisiva. Preciso, ma spesso obbligato a tornare a se stesso di fronte a spazi chiusi: quando si aprono, gli spazi, ci si infilano tanto la Roma quanto il Sassuolo. Con Kolarov (38’, Consigli c’è) i giallorossi, con Djuricic e Demiral i padroni di casa nell’overtime della prima frazione di gioco. Gara bloccata, in sintesi, ma più da meriti che da demeriti reciproci, e zero a zero che comincia a vacillare solo quando il passare del tempo allarga gli spazi: gli squilli di Florenzi, Berardi, Locatelli e Boga, e soprattutto l’occasionissima che El Shaarawy getta alle ortiche al 57’, cui si aggiungono Dzeko (che scheggia il palo poco dopo) e Cristante che esalta Consigli danno la giusta misura della voglia di vincere delle squadre. Si ferma sul palo, dopo azione iperconfusa avviata da Klujvert e blindata da Rogerio e Ferrari e sul fuorigioco che, al 93’, vanifica la rete di Fazio. Sull’accettazione di un punto voluto, difeso e meritato, quella del Sassuolo.

CENTRO SPORTIVO. L’annuncio lo ha dato lo speaker del Mapei Stadum a fine gara: l’inaugurazione del Sassuolo Training Center è in programma il prossimo 10 giugno.