L’uomo partita non si accontenta: "Possiamo dare qualcosa di più"

REGGIO EMILIA

Il ct azzurro Roberto Mancini, a caccia di talenti dentro il derby della ‘provincia felix’, si sarà annoiato, crediamo, a lungo. Dai box del Mapei Stadium avrà soppesato un Frattesi frenetico e non puntualissimo, un Pinamonti parecchio nerovoso, un Parisi meno ‘esplosivo’ del solito e un Baldanzi bravo ma acerbo, e allora ci ha pensato Domenico Berardi ad ‘illuminarlo’. Un terzo di match da protagonista, per Berardinho, due gol che gli restituiscono il titolo di neroverde più prolifico in stagione dopo l’interregno di Laurientè e una ‘pazza idea’ che il talentino calabrese, al rientro, svela a DAZN. "Tre punti fondamentali per cercare di fare qualcosa di straordinario. Possiamo dare ancora qualcosa di più".

Quanto, e per quale traguardo, Berardi non lo dice, ma basta guardare la classifica per fare due conti. Che tornerebbero, forse, solo se il Sassuolo potrà contare sul Berardi extralarge, quello che le partite le vince da solo, o quasi. "Siamo partiti con il freno a mano tirato, ma poi la gara l’abbiamo fatta. Io sono entrato con l’intenzione di dare il massimo: vengo da un momento non semplice a causa di un infortunio, sapevo di avere pochi minuti a disposizione e ci ho messo tutto me stesso".