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14 giu 2022

Pedrini: "Lascio in buone mani I tifosi saranno il mio ricordo felice"

"Se non avessi imitato Panini, Vandelli e Peia, Modena Volley non ci sarebbe più. Giulia farà bene"

14 giu 2022
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città
Il bacio di Catia Pedrini nel giorno del suo saluto alla città

Si contano cinque “grazie” nella lettera con cui Catia Pedrini, assente alla conferenza stampa, si accommiata da Modena Volley. "Grazie di cuore a tutte le persone che hanno condiviso un pezzo di strada con noi" scrive: ai partner, poi ai giocatori e ai tecnici ("Modena non dimentica chi ha combattuto per lei") e ai "collaboratori dietro le quinte". Ultimo il ringraziamento più importante: "al pazzo, meraviglioso e unico pubblico di Modena. In ogni momento, dal più buio al più luminoso, siete sempre stati al nostro fianco, con le vostre voci e il vostro cuore; non credo esistano parole sufficienti per esprimere la gratitudine che provo per voi, voglio solo che sappiate che sarete il mio ricordo felice quando avrò bisogno di volare un po’".

La parte finale della lettera di commiato è un’ode ai proprietari passati di Modena Volley, a partire da Peppino Panini. "Le persone vanno e vengono, Modena resta", tuttavia "se Modena è sempre qui, il merito è delle persone: se la famiglia Panini non avesse deciso di investire nella pallavolo, forse Modena non avrebbe mai avuto una squadra di vertice. Se Giovanni Vandelli non avesse raccolto un’eredità così importante, la nostra storia forse si sarebbe conclusa molto prima. Se Pietro Peia non si fosse prodigato oltre ogni ragionevole limite per la sua sopravvivenza, la pallavolo a Modena avrebbe cessato di esistere".

Tre riferimenti carichi di orgoglio personale: Pedrini sa di aver fatto parte di questa ristretta cerchia e ne va fiera. "Se non avessi fatto lo stesso in questi 10 anni, la pallavolo a Modena non ci sarebbe più. Mi permetto di ricordare che dare per scontate le cose che amiamo non porta mai a nulla di buono". Una garbata ma ferma presa di posizione contro le critiche patite, soprattutto, nell’ultimo anno. Poi la vena d’ironia, immancabile: "Ora me ne andrei un po’ in vacanza perché, come disse Forrest, sono un po’ stanchina".

La novità principale di giornata è Michele Storci: 44 anni. Assieme al fratello Cristian è protagonista di un’avventura imprenditoriale in crescita con la Atlantic Fluidtech, sponsor di Modena Volley sin dal 2019. L’azienda si occupa di "cose noiosissime" scherza lui, ma assai concrete: componenti meccaniche per il movimento terra.

Novità assoluta Storci, dicevamo, ma pure la Giulia Gabana vista ieri è una figura inedita per il pubblico di Modena: per cinque anni silente e garbata consigliera di Catia Pedrini e invece, ora in sella, risoluta e chiara. E appoggiata, contrariamente a quanto trapelato all’inizio, da una famiglia ancora memore della passione di papà Marcello per il volley: "Mi appoggiano sapendo che quella parte del lascito di mio padre è cosa mia, e che sono in grado di gestirla". Una dichiarazione d’indipendenza in piena regola, quasi piccata: non intende, Giulia, essere presa sottogamba. E in effetti la stessa Pedrini la descrive, nella sua lettera d’addio, come una persona che unisce "forza e determinazione, delicatezza e sensibilità: qualità che sapranno guidare le sue decisioni verso il miglior futuro possibile per Modena Volley".

Fabrizio Monari

© Riproduzione riservata

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