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27 apr 2022

"Senza punte è emersa la forza del gruppo"

Gerli ripercorre la stagione del Modena ricordando i match in cui non c’erano più attaccanti disponibili: "Un momento chiave"

alessandro troncone
Sport
Gerli, con il numero 16, mentre festeggia la promozione in B (fotofiocchi)
Gerli, con il numero 16, mentre festeggia la promozione in B (fotofiocchi)
Gerli, con il numero 16, mentre festeggia la promozione in B (fotofiocchi)

di Alessandro Troncone

Pensi al successo del Modena e uno dei primi nomi che ti vengono in mente è quello di Fabio Gerli. Metronomo sempre preciso, instancabile maratoneta del centrocampo, idolo dei tifosi.

Finalmente ha raggiunto anche lui la B sul campo, dopo la delusione della finale playoff persa con il Siena e i 5 playoff disputati consecutivamente nelle ultime 5 stagioni: "Ci ho pensato anch’io... quest’anno a maggio riposo finalmente – ha scherzato, ospite di ’Barba&Capelli’ – non pensavamo di poter perdere la promozione diretta, eravamo fiduciosi di poterla portare a casa e convinti che lo avremmo meritato. Ovvio, l’ultima partita un po’ di tensione la trasmette, ma per la stagione che avevamo fatto non poteva non finire in questo modo. L’anno scorso non era riuscito a percepire il calore dello stadio, purtroppo. Quest’anno con il grande entusiasmo che si è creato fin dall’inizio mi sono resto conto, sabato c’era un’atmosfera che con la C non centra nulla. Se avrei rigiocato la C? Ci ho riflettutto molto. Credevo e credo di aver meritato la categoria sul campo, è stato difficile ma ce l’abbiamo fatta".

Diversi i momenti che per Gerli hanno segnato la stagione canarina: "Tanti, penso alla sconfitta col Montevarchi dopo la quale abbiamo capito che avremmo dovuto fare qualcosa in più – ha continuato – poi il momento in cui abbiamo giocato senza attaccanti, lì il gruppo ha fatto vedere di essere forte. Il gol di Minesso con il Pescara e la vittoria con l’Ancona. E probabilmente, visto il risultato finale, si tratta della mia miglior stagione". Il derby di Reggio Emilia e il gol di Gagno: "A Reggio abbiamo dimostrato di essere all’altezza – ha raccontato – la mia espulsione aveva condizionato il finale di quella partita, ho sentito la responsabilità ma abbiamo retto benissimo. A Gubbio, in panchina, seguimmo il risultato della Reggiana, mentre all’aultima non ci abbiamo mai fatto caso. Gagno? Scarsella, in panchina, ricordo si lamentò del rinvio troppo lungo per Ogunseye...". Ma è il Gerli fuori dal campo quello più soprendente e genuino: "Mi sono goduto la vittoria con la famiglia e gli amici, sabato a Modena ho fatto arrivare 25 persone dal mio paese per la partita. Prima di questo collegamento ero a pranzo dalla nonna, lei fa un olio buonissimo, produzione propria di famiglia, che ho venduto anche ad una decina di compagni. Al direttore Vaira ho fatto lo stesso prezzo...". È andato in scena un siparietto con Vaira, presente in studio e ’contrario’ al trattamento ricevuto sul prezzo: "I compagni, nello spogliatoio, hanno creato la scritta ’Gerli Store’ sul suo posto", ha detto il ds.

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