Arriva a Modena non solo per una sorta di rivincita personale, non solo per allungarsi la carriera dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana anche sportiva, ma soprattutto per riprendere quel filo rosso con la vittoria interrotto un paio di anni fa. Dragan Stankovic è stato uno dei pezzi forti del mercato della Leo Shoes, e tra i motivi per cui ha accettato la corte di Catia Pedrini e Andrea Sartoretti ci sono non soltanto il prestigio e il corteggiamento della società di viale dello Sport, ma anche la presenza...

Arriva a Modena non solo per una sorta di rivincita personale, non solo per allungarsi la carriera dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana anche sportiva, ma soprattutto per riprendere quel filo rosso con la vittoria interrotto un paio di anni fa.

Dragan Stankovic è stato uno dei pezzi forti del mercato della Leo Shoes, e tra i motivi per cui ha accettato la corte di Catia Pedrini e Andrea Sartoretti ci sono non soltanto il prestigio e il corteggiamento della società di viale dello Sport, ma anche la presenza di alcuni fuoriclasse che con lui hanno vinto molto.

In una carriera costellata di successi e medaglie con la Nazionale e coi club italiani (un campionato Europeo e una World League tra 2011 e 2016, più svariati bronzi, quattro scudetti tutti con la Lube, una Champions League, una Coppa Italia, due Supercoppa Italiana e una Challenge Cup), Stankovic ha vissuto una delle sue migliori stagioni nell’annata 20162017, quando la Lube Civitanova di cui era capitano diventò la squadra erede di Modena nell’albo d’oro sia per quel che riguarda lo scudetto che in Coppa Italia: accanto e insieme a lui, in quella stagione trionfale per i marchigiani, c’erano Grebennikov come libero e un giovanissimo Christenson come alzatore, che sarebbero rimasti con Stankovic anche l’anno successivo.

Una stagione, la 20162017, che guarda caso ha coinciso coi migliori numeri in carriera di Stankovic: 210 punti totali nell’annata, suo migliore score in assoluto, e 69,3% in attacco totale, percentuale stratosferica anche questa mai raggiunta in altre stagioni e difficilmente avvicinabile dai migliori centrali del mondo anche oggi. Anche merito, sicuramente, delle tante ricezioni perfette di Jenia Grebennikov e delle alzate di Micah Christenson. Insomma, Modena si è messa in casa un terzetto che si conosce bene e che sa già come si fa a vincere assieme.

Non solo Grebennikov e Christenson, però. In gialloblù Stankovic ritrova anche Nemanja Petric, col quale non ha mai giocato nel club ma suo compagno di tante battaglie in Nazionale. Agli ultimi Europei vinti dalla Serbia con Petric capitano Stankovic non c’era (forse anche questo è alla base della sua scelta di prendere la cittadinanza italiana), mentre era Petric a mancare alla World League 2016, i due però hanno costituito per vari anni la spina dorsale di una Nazionale capace di arrivare quasi sempre in fondo alle competizioni più importanti. Un buon viatico per cercare di arrivare in fondo insieme anche col club, per dimostrare a tutti che Petric e Stankovic forse non saranno più giovanissimi, ma sanno ancora come si vince.

Alessandro Trebbi