Innegabile successo di presenze, e di contenuti che sono emersi, dal convegno «Il vincolo sportivo a difesa del mondo della pallavolo», che la Gold Sport, una delle più importanti agenzie mondiali di procure sportive, ha organizzato presso la Sala Convegni dell’Hotel Real Fini Baia del Re di Modena: con coraggio, ma anche con una concreta disponibilità, davanti ad una platea affollata in ogni ordine di posti, si sono seduti al tavolo tutte le...

Innegabile successo di presenze, e di contenuti che sono emersi, dal convegno «Il vincolo sportivo a difesa del mondo della pallavolo», che la Gold Sport, una delle più importanti agenzie mondiali di procure sportive, ha organizzato presso la Sala Convegni dell’Hotel Real Fini Baia del Re di Modena: con coraggio, ma anche con una concreta disponibilità, davanti ad una platea affollata in ogni ordine di posti, si sono seduti al tavolo tutte le parti coinvolte nella questione, che da anni è al centro di uno «scontro» tra Federazione, società, giocatori, ma anche genitori, costretti spesso a rivolgersi alla magistratura civile per riuscire a «liberare» i figli dal vincolo dovuto al tesseramento. Ha aperto i lavori Donato Saltini, Presidente di Gold Sport, che sia pure partendo da una posizione di parte, non ha lesinato elogi alla Federazione per quanto ha fatto per sviluppare la pallavolo italiana: Saltini ha posto l’accento su alcune anomalie evidenti dell’attuale normativa, sollecitando i dirigenti nazionali a modernizzare la normativa, pur riconoscendo la necessità del mantenimento del vincolo per le società di base. Successivamente è intervenuto Luca Eusepi, responsabile dell’ufficio Tesseramento FIPAV, che ha illustrato «lo stato dell’arte» sul vincolo sportivo, ricordando che la norma in vigore era stata modificata nel 2004, e che nel rapporto tra numero di tesserati, e richieste di scioglimento per giusta causa, i numeri sono bassissimi: di diverso avviso ovviamente, l’avvocato Raffaello Agea, difensore dell’atleta Gabriele Di Martino, che ha spiegato a quali norme, anche dei diritti umani, talvolta vada contro il vincolo sportivo in essere. A chiudere il cerchio ci ha pensato il Presidente della Federazione Cattaneo, chiarendo che la situazione esistente merita di essere valutata e presa in esame. Alla fine Cattaneo ha messo sul piatto la promessa che il vincolo sportivo sarà ridotto, soprattutto nella prima parte che interessa l’attività giovanile, fino ad ora «vincolata» dai 14 ai 24 anni, che dovrebbero essere ridotti a 18. Il dibattito finale, con l’intervento da parte del pubblico, ha suggellato l’incontro, che si è concluso con evidente soddisfazione da parte di tutti i partecipanti.

Riccardo Cavazzoni