Modena, 19 maggio 2018 - «Quando un giocatore viene chiamato da Modena non può rifiutare». È questa la sentenza di Ivan Zaytsev nel giorno della sua presentazione al pubblico gialloblù, un bagno di folla in centro dove lo 'Zar' è stato accolto da quasi 500 persone. Un’offerta irripetibile della società «che più di tutte rappresenta il nostro sport» e ora un tuffo in un’avventura che inizierà sul serio soltanto a ottobre, dopo i Mondiali. È una presentazione ricca di temi e di argomenti, dalla rivoluzione d’aprile al possibile ritorno di Ngapeth. Soprattutto è una presentazione che ridà speranza all’ambiente dopo un mese pieno di ombre e senza luci. Ecco i passi salienti della sua conferenza

Zaytsev, partiamo da suo contratto, quando si è perfezionato?
«Diciamo che c’è stato un po’ di casino nel finale di stagione qui, per questo abbiamo aspettato. Ma ora sono pronto a ripartire con la nuova Modena, quella che vuole tornare ai vertici della pallavolo mondiale ed europea».

Da fuori, che idea si è fatto della rivolta contro Stoytchev?
«Se la squadra fa quadrato in quel modo sulla stessa persona, qualcosa vuol dire. Non si è mai vista una cosa del genere, quell’apparizione in tv che ha fatto il giro d’Italia. Ma penso che Catia abbia l’appoggio di tutti per uscirne. Anche il mio, se serve posso menare qualcuno (ride, ndr)».

In panchina troverà Velasco…
«Faccio fatica a parlarne: Modena mi dà la possibilità di collaborare con persone che hanno fatto la storia della pallavolo come Julio o Cantagalli, non posso che sentirmi onorato».

Che obiettivi si pone per la nuova stagione?
«Vogliamo arrivare in fondo a tutte le competizioni e vincerle: rifare un triplete, magari col tempo, fare bene in Champions. I campioni ci sono, sta a Velasco farli girare al meglio».

Arriverà Christenson…
«Micah è un grande palleggiatore, il sistema americano mi piace molto, ma anche il resto della squadra sarà ottimo».

Le indossa la casacca numero 9, quella di Bernardi, Ngapeth…
«Discreti personaggi. L’ultimo appunto Earvin. Magari non ce lo avrò sulle spalle tutta la stagione, anzi spero di restituirlo al ‘francesino’. Magari a metà stagione, Sartoretti mi ha detto che si può fare».

Dopo un anno da faro della ricezione, è felice di tornare a fare l’opposto?
«C’è un punto e a capo enorme sulla mia esperienza da schiacciatore ricevitore, e sono felicissimo di non dover più avere compiti di seconda linea. Non sarà facile tornare subito ai livelli di Rio come opposto, ma so che lo devo fare per il bene della squadra. Lavorerò sodo in questo senso sia nell’estate in nazionale sia con Velasco quando arriverò al PalaPanini».