Bolsonaro Padova, 500 antagonisti caricati dalla polizia: idranti per fermarli

Sospesa, al momento, la visita del presidente Brasiliano. La Digos sta visionando i filmati per identificare i manifestanti che hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza

Padova scontro tra manifestanti anti Bolsonaro e la Polizia

Padova scontro tra manifestanti anti Bolsonaro e la Polizia

Padova, 1 novembre 2021 - È saltata, almeno per ora, la visita alla Basilica del Santo, a Padova, programmata per il pomeriggio dal presidente del Brasile, Jair Bolsonaro dopo gli scontri che si sono verificati tra forze dell'ordine e 500 manifestanti appartenenti ai centri sociali e a gruppi antagonisti che volevano impedire l'ingresso all'edificio sacro. Nel programma ufficiale la visita a Sant'Antonio, di cui Bolsonaro è devoto, avrebbe dovuto svolgersi subito dopo la partenza da Anguillara. In questo momento il Presidente carioca si troverebbe in un hotel del capoluogo euganeo.  Padova, Bolsonaro ha visitato la Basilica di Sant'Antonio in forma privata

Padova scontro tra manifestanti anti Bolsonaro e la Polizia
Padova scontro tra manifestanti anti Bolsonaro e la Polizia

Due violente cariche hanno bloccato i 500 attivisti radunati davanti alla basilica di Padova, il blitz delle forze dell’ordine è scattato quando gli antagonisti hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza per avvicinarsi alla zona dove è atteso Bolsonaro. Sono stati attivati anche cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti.

Momenti di tensione alla basilica di Padova
Momenti di tensione alla basilica di Padova

Una ragazza è stata fermata, identificata e presa in custodia dalle forze dell'ordine al termine della prima carica. Poi ce n’è stata una seconda da parte delle forze dell'ordine, che hanno fatto ricorso alle unità cinofile e agli idranti per disperdere i manifestanti. Gli attivisti dei centro sociali si sono allontanati di corsa da via Belludi, la principale strada di accesso alla Basilica di Sant'Antonio a Padova, per defluire lungo via Roma, una delle arterie principali della città. Tutto questo è avvenuto proprio nei minuti in cui il presidente brasiliano si congedava da Anguillara per raggiungere Padova. Non è escluso che i manifestanti possano ricompattarsi davanti all'edificio sacro percorrendo le vie laterali. Secondo la Questura di Padova gli antagonisti della città e del Veneto non hanno rispettato il preavviso di manifestazione statica inoltrato alla Questura di Padova e si sono mossi contro lo schieramento delle forze di polizia. Al momento è in corso un attento studio dei filmati per individuare ed identificare i responsabili degli scontri.

Antagonisti contro Bolsonaro

Cinquecento giovani dei gruppi antagonisti e dei centri sociali si sono radunati nel pomeriggio a Padova, in attesa che il presidente Bolsonaro arrivi alla Basilica di Sant'Antonio. I manifestanti si sono schierati all'ingresso di via Belludi, la strada che porta alla chiesa. Li fronteggia, a una decina di metri di distanza, un fitto schieramento di forze dell'ordine con sei camionette e gli idranti. Intanto, l’accesso alla basilica di Sant'Antonio di Padova è blindato. Agenti in tenuta antisommossa hanno bloccato tutte le vie d'accesso alla basilica e diversi camion con idranti e mezzi blindati sono già schierati. Sono arrivati in Prato della Valle i primi manifestanti dei centri sociali. Al momento non si registrano tensioni.

L’arrivo ad Anguillara

È stato accolto dall’ovazione di un gruppo di sostenitori, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, arrivato ad Anguillara per ricevere la cittadinanza onoraria, in ricordo dei suoi avi che qui abitavano alla fine dell'800. “Sono felice ed emozionato di essere qui. Penso si vedrà”, ha detto il presidente del Brasile appena messo piede in città. Ad attenderlo un centinaio di sostenitori che ha salutato con calore, intonando canzoni e esponendo la bandiera del Brasile, mentre ripetevano slogan contro il precedente presidente Lula, definito “un ladro”.

Bolsonaro è atterrato in tarda mattinata all'aeroporto di Venezia ed è arrivato direttamente in città, dribblando le 200 persone raccolte intorno al sit-in di protesta autorizzato che era stato organizzato davanti alla chiesa del paese, proprio di fronte al Municipio. Visto il clima tesissimo, c’è stato un cambio di programma sul cerimoniale, deciso all’ultimo momento per ragioni di sicurezza. Invece di visitare il municipio, Bolsonaro si è diretto a Villa Arca del Santo - una residenza veneta che si trova sempre ad Anguillara - per un pranzo offerto dalla sindaca Alessandra Buoso, al quale ha partecipato anche la giunta. Proprio durante il pranzo gli sarà conferita la cittadinanza onoraria.

“Da qui sono partiti i miei nonni”, ricorda Jair Bolsonaro. “Mi fa piacere essere tra la brava gente». Il nuovo cittadino onorario di Anguillara ringrazia per l'accoglienza e garantisce: “sono onorato di rappresentare la nostra famiglia in Brasile. Stiamo facendo un ottimo lavoro”. E continua: “Dio ha voluto che diventassi presidente del Brasile e io sto onorando la nostra famiglia in Brasile. Abbiamo moltissimo sostegno popolare".

Il bagno di folla

Dopo essere entrato a Villa Arca del Santo, Bolsonaro ne è uscito brevemente per incontrare i suoi fan, circa un centinaio, che lo hanno atteso all'esterno sotto la pioggia. Sorridente e cordiale, il presidente del Brasile ha salutato i presenti e ha accettato di buon grado di farsi fotografare.

I sostenitori di Bolsonaro
I sostenitori di Bolsonaro

Padova: basilica blindata

L’accesso alla basilica di Sant'Antonio di Padova è blindato in vista della visita del presidente Jair Bolsonaro. Agenti in tenuta antisommossa hanno bloccato tutte le vie d'accesso alla basilica e diversi camion con idranti e mezzi blindati sono già schierati. Sono arrivati in Prato della Valle i primi manifestanti dei centri sociali. Al momento non si registrano tensioni.

Cosa è successo prima del suo arrivo

Ci sono almeno 200 persone davanti alla chiesa di Anguillara, dove è in corso un sit-in autorizzato contro l'arrivo in paese di Bolsonaro. I manifestanti sono arrivati dalle province di Padova e Rovigo per dire no alla cittadinanza onoraria al controverso presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, accusato, tra le altre cose, di “crimini contro l’umanità” dalla commissione d’inchiesta del parlamento brasiliano per come ha gestito la pandemia. La tensione è molto alta ad Anguillara Veneta, tanto da spingere alcune persone a gesti di protesta già nei giorni scorsi, culminati con il municipio imbrattato da scritte e letame.

Migration

Il clima di tensione che si è creato intorno alla vicenda, balzata immediatamente alle cronache internazionali, la sindaca Alessandra Buoso ha revocato la delibera di giunta del 19 ottobre, che autorizzava l’impegno di spesa del soggiorno di Bolsonaro a carico delle casse comunali, e di “provvedere direttamente all’esborso monetario relativo alle spese per l’accoglienza della Delegazione Brasiliana”. Un tentativo, vano, di mettere a tacere le proteste, “onde evitare ulteriori aggressioni non solo verbali”. E aggiunge: “Forte del mio spirito libero e cristiano ritengo di aver operato correttamente nell’esclusivo interesse della comunità che rappresento”.

“Cittadinanza inopportuna: Bolsonaro non rispecchia i valori della nostra Costituzione”

Molte le bandiere dei gruppi di sinistra che stanno sventolando oggi ad Anguillara, mentre i manifestanti prendono la parola man mano per esprimere il loro dissenso alla venuta di Bolsonaro. Tra i presenti c’è anche il consigliere regionale del Pd, Andrea Zanoni, noto per le sue battaglie ambientaliste.

Per evitare contestazioni, non sono stati forniti dettagli sulla visita di Bolsonaro ad Anguillara, atteso per stamattina, alla casa dei bisnonni originari del Padovano e infine alla basilica di Sant'Antonio di Padova nel pomeriggio. Molti i centri sociali che hanno annunciato contestazioni dure per impedire l'arrivo in città del leader brasiliano.

Al sit-in di stamattina, c’è anche il padre comboniano Massimo Ramundo, che ha trascorso 20 anni in Brasile, 12 dei quali in Amazzonia. Dopo la presa di posizione del vescovo di Padova, che nei giorni scorsi si è detto in “forte imbarazzo” rispetto alla cittadinanza onoraria, anche lui prende posizione per dire no al presidente verde-oro. “La politica di Bolsonaro - spiega Ramundo, che ora opera a Verona nella sede della rivista Nigrizia - va contro tutto quello che professa quotidianamente Papa Francesco”. Il sacerdote cita più di un esempio: “Il presidente non si occupa della difesa delle minoranze, a partire dagli indios dell'Amazzonia. Anzi ha bloccato i finanziamenti per la costruzione di case popolari nelle aree più indigenti del Paese”. E parla anche di ambiente. “Papa Francesco - sottolinea - non smette di ricordarne l'importanza come bene comune, mentre Bolsonaro fa quello che vuole in Amazzonia”

La comunità brasiliana veneta dalla parte di Bolsonaro

Ad attendere Bolsonaro spicca anche un gruppetto di brasiliani giunti da varie parti del Veneto che, al contrario degli altri, vogliono testimoniare la loro vicinanza al presidente. È il caso di Diene Matias, residente a Oderzo (Treviso), che per l'occasione ha voluto “vestirsi” con la bandiera verde-oro del suo Paese di origine. “Sono stata costretta a venire in Italia - racconta - perché in Brasile c'era la corruzione: difendo Bolsonaro, sono qui per salutarlo e accoglierlo”. Matias respinge le critiche che gli sono rivolte: “la storia dell'Amazzonia non è vera, non ha attuato alcun disboscamento, bisogna vedere con i propri occhi per rendersene conto”. L'attuale presidente del Brasile, continua, “non ha mai usato soldi pubblici per i fatti propri e non è contrario ai vaccini”.

La sindaca: “Voleva essere una festa per l’italianità”

Dopo il “grave episodio” accaduto venerdì, quando sulla facciata del palazzo comunale sono state scritte con la vernice le parole “Fora Bolsonaro ed è stato sparso del letame, la sindaca Alessandra Buoso fa chiarezza sui motivi che l'hanno spinta ad assegnare a Bolsonaro la cittadinanza onoraria nel paese di origine del suo bisnonno Vittorio, che dal paesino al confine tra le province di Padova e Rovigo partì con la famiglia nel 1888 alla volta del Brasile. “Il conferimento della cittadinanza al presidente Brasiliano – spiega Alessandra Buoso – era unicamente dettato dalla volontà, in quanto erede di emigrati italiani, di dare puntuale riconoscimento alle migliaia di persone, tra i quali appunto compaesani, che muniti esclusivamente della sola forza delle braccia hanno lasciato l’Italia alla ricerca di lavoro presso il paese sudamericano”.

La delibera del consiglio comunale, approvata dalla maggioranza di centrodestra, è del 25 ottobre e subito la notizia ha fatto il giro del mondo, tanto da portare oggi reporter e telecamere da testate internazionali, arrivate in Italia nei giorni scorsi per il G20 di Roma, concluso ieri. “Per volere di pochi, è stata fatta una lettura di natura politica, che nella mente mia e dei miei consiglieri era ed è del tutto assente”, sottolinea la sindaca. Secondo la prima cittadina, “il giudizio sull’operato del presidente Bolsonaro spetta di diritto al popolo brasiliano, che certamente lo eserciterà nelle prossime elezioni, e non ai Soloni nostrani”.

Spiace che quella che voleva essere una semplice festa per l’italianità, in ricordo dei numerosi cittadini di Anguillara che si erano necessariamente rivolti al Brasile, si sia trasformata in un momento di conflitto, consueta palestra per i professionisti della politica. Buoso rivendica con forza la scelta, “dettata esclusivamente a fini umanitari” che si è “invece evoluta in una diatriba politica”.

Bolsonaro, cittadino onorario di Anguillara: "No a golpisti: revoca immediata"