Terapia intensiva
Terapia intensiva

Padova, 26 novembre 2021 – Terapia intensiva saturata dai pazienti Covid, 18 le persone intubate di cui 15 non vaccinati. Solo nell’ultima settimana sono stati 11 i nuovi ingressi, segnale che la quarta ondata sta travolgendo il Veneto e tutto il Nord Est. "Da un reparto misto, abbiamo dovuto trasformare la terapia intensiva in un reparto solo riservato al Covid – racconta Ivo Tiberio, il primario del reparto di terapia intensiva dell'Azienda Ospedaliera –, l'aumento da noi poi ricade automaticamente anche nei reparti di semi intensiva e in quelli di medicina".

La situazione sta peggiorando ovunque. “Dopo che avevamo segnato un numero minimo di ricoveri a luglio, è partita questa quarta ondata – continua Tiberio – che è andata via via peggiorando nel tempo, con una decisa accelerazione nell'ultima settimana. E la preoccupazione è che cresca ancora”.

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Nel pieno della quarta ondata

In terapia intensiva i posti letto sono al completo, un problema che coinvolge di rimando anche i pazienti non Covid: in caso di incidente stradale grave o di un infarto, intervenire tempestivamente con le cure salvavita diventa complicato. "Ad oggi – conferma il primario – abbiamo 18 posti di terapia intensiva occupati su 18 disponibili: siamo al limite, anche se contiamo già oggi di trasferire tre pazienti”.

“Purtroppo, assistiamo ad un lento, ma costante e progressivo aumento dei casi gravi da Covid”, continua il primario. Su 18 i pazienti gravi, “di questi 15 sono non vaccinati, con il più giovane di 36 anni, ed una media di fascia d'età che arriva ai 50 anni, tutti pazienti che prima di ammalarsi erano in buone condizioni di salute e senza altre patologie".

Vaccini, false credenze e paura

Quali sono i motivi che spingono le persone a non vaccinarsi? Tiberio spiega che "da quanto ho potuto sentire dai pazienti che non si sono vaccinati, la motivazione più diffusa è la paura, per false credenze e per scetticismo nei confronti del vaccino. Ma il ricovero in terapia intensiva e l'intubazione non è una passeggiata: anche quando escono dalla rianimazione, la riabilitazione ha dei tempi lunghi e non mancano le conseguenze a lungo termine. Molti di loro si sono pentiti della scelta fatta, si scusano con noi hanno capito di aver fatto una scelta sbagliata, e ci ringraziano per quanto facciamo per loro", conclude.