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11 giu 2021

Padova, intervento record: primo al mondo in tandem cardiochirughi-urologi

Asportato un tumore al rene a un 70enne con insufficienza cardiaca grave. Zaia: “Operazione che dimostra la caratura internazionale dei nostri medici”

11 giu 2021
20091221-HTH-TORINO-CHIRURGIA: 2000 TRAPIANTI FEGATO A TORINO, E' RECORD EUROPEO. Il prof. Mauro Salizzoni durante l'intervento nel suo reparto oggi 21 dicembre 2009. Uno storico traguardo è stato tagliato oggi all'ospedale Molinette di Torino: in 19 anni, a partire dal 10 ottobre 1990, sono stati trapiantati 2.000 fegati. L'ultimo intervento è avvenuto su una piccola bimba di 5 mesi di Brescia, affetta da atresia delle vie biliari. ANSA/ Tonino Di Marco/ DC
Un trapianto (Ansa)
20091221-HTH-TORINO-CHIRURGIA: 2000 TRAPIANTI FEGATO A TORINO, E' RECORD EUROPEO. Il prof. Mauro Salizzoni durante l'intervento nel suo reparto oggi 21 dicembre 2009. Uno storico traguardo è stato tagliato oggi all'ospedale Molinette di Torino: in 19 anni, a partire dal 10 ottobre 1990, sono stati trapiantati 2.000 fegati. L'ultimo intervento è avvenuto su una piccola bimba di 5 mesi di Brescia, affetta da atresia delle vie biliari. ANSA/ Tonino Di Marco/ DC
Un trapianto (Ansa)

Padova, 11 giugno 2021 – Per la prima volta al mondo, all’ospedale di Padova è stato eseguito un intervento multiplo combinato di asportazione di un tumore renale con chirurgia robotica con impianto di Ecmo artero-venoso per sostenere il cuore e impianto di un ventricolo artificiale (Vad) con una innovativa tecnica micro-invasiva per ridurre al minimo le stigmate dell'intervento al paziente, un 70enne sottoposto sei giorni prima a un’operazione di chirurgia urologica.

A rendere particolarmente complessa l’operazione è stato il quadro del paziente, affetto da un’insufficienza cardiaca grave, per la quale era in cura da dieci anni. L’uomo è stato di recente ricoverato nel reparto di Cardiochirurgia del Centro Gallucci, diretto dal professor Gino Gerosa, per un severo peggioramento del quadro clinico. Gli specialisti hanno valutato l'ipotesi di un trapianto cardiaco o di un impianto di assistenza ventricolare sinistra Vad.

L’intervento record a Padova

Dopo una Tac gli è stata però riscontrata una massa tumorale nel rene destro, da asportare il prima possibile per evitare lo sviluppo di metastasi. Immediatamente il caso è stato studiato da un team multidisciplinare che ha riunito radiologi, urologi, cardiochirurghi e anestesisti, i quali si sono confrontati per definire l'approccio terapeutico ottimale, tenendo in considerazione anche il grave scompenso cardiaco che avrebbe reso l'intervento urologico proibitivo per l'altissimo rischio di mortalità.

L’intervento è durato otto ore e i cardiochirurghi hanno dapprima impiantato l'Ecmo (il sistema di assistenza meccanica al circolo) che ha supportato il cuore permettendo l'intervento urologico robotico e, dopodiché, l’impianto di un supporto Vad. L’operazione è stata inoltre eseguita con un'innovativa tecnica micro-invasiva che ha evitato la riapertura dello sterno in un paziente già operato, riducendo al minimo il rischio di mortalità, di sanguinamento post-operatorio e di traumatismo chirurgico.

I membri del team di specialisti

L'impianto eseguito a cuore aperto è stato effettuato attraverso due piccole incisioni di sei centimetri, una sottoclaveare per l'anastomosi della protesi vascolare del Vad, e l'altra attraverso una minitoracotomia anteriore sinistra per il posizionamento della pompa. A rendere possibile tutto ciò è stato lo sviluppo tecnologico dei Vad di terza generazione, sempre più miniaturizzati, i quali hanno permesso la realizzazione di una nuova tecnica chirurgica unica nel suo genere.

L'eccezionale intervento multiplo combinato è avvenuto alcune settimane fa e il paziente, nel frattempo dimesso, sta ora riprendendo l'attività motoria. L'équipe medica era composta da dieci professionisti: gli urologi Fabrizio Dal Moro, Nicola Zanovello, Federico Goffo e Francesco Celso; i cardiochirurghi Vincenzo Tarzia, Matteo Micciolo ed Emma Bergonzon; l'anestesista Paola Pavarin; le infermiere Nicoletta Baldan e Michela Ghiraldin.

Zaia: “Riconoscenza di tutto il Veneto”

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso particolare soddisfazione per il buon esito dell’intervento da record. “Non è la prima e non sarà l'ultima volta, ma è un evento sanitario eccezionale che inorgoglisce il Veneto e riconferma la caratura internazionale dei nostri medici e delle strutture d'eccellenza come l’azienda ospedaliera di Padova – ha detto –. Grazie e complimenti al grande team multidisciplinare che ha raggiunto un nuovo traguardo al quale da oggi guarda tutto il mondo”.

“Supportati dalle migliori tecnologie – ha aggiunto – i nostri medici raggiungono giorno dopo giorno nuovi traguardi. Anche in questo caso, in un paziente così grave, fino a non molto tempo fa la prognosi avrebbe anche potuto essere infausta. Oggi no, perché i sanitari di Padova sono riusciti ad arrivare dove nessuno al mondo era ancora riuscito”. Infine, ha concluso: “Auguro tutto il bene possibile al malato e alla sua famiglia e rivolgo alle équipe mediche protagoniste il plauso e la riconoscenza di tutto il Veneto”.

© Riproduzione riservata

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