Spartito
Spartito

Parma, 11 maggio 2021 - Un orchestrale si è rifiutato di sottoporsi a tampone nasofaringeo perché soffre di epistassi e per questo sarebbe stato licenziato dall’Orchestra Toscanini di Parma. Questo è quanto denuncia la Fistel-Cisl dell'Emilia-Romagna.

Secondo quanto ha riportato nella nota il sindacato, in occasione della registrazione dell'Opera "Pelleas Et Melisande”, la Direzione della Toscanini ha emanato una direttiva con la quale obbligava tutto il personale coinvolto nella produzione a sottoporsi al tampone nasofaringeo, da effettuare entro le 48 ore prima dell'inizio della registrazione, per poi essere ripetuto ogni 72 ore.

A fronte di questa direttiva un professore dell'orchestra e rappresentante sindacale interno ha evidenziato di soffrire di epistassi e pertanto di avere oggettive difficoltà a sottoporsi a tamponi così frequenti. Da qui, la proposta di rendersi disponibile ad effettuare altri screening, quali il test salivare o il sierologico. Ma la Direzione dell’orchestra avrebbe rifiutato questa sua disponibilità "dispensandolo dal servizio e riservandosi le modalità di retribuzione".  

Coronavirus 11 maggio 2021 Emilia Romagna, bollettino oggi Covid. Dati e contagi

Prima sospeso, poi licenziato

Il giorno della registrazione dell'opera, il professore d'orchestra si è però presentato ugualmente, venendo invitato da un responsabile a lasciare il posto di lavoro, poiché, non avendo effettuato il tampone, era “stato dispensato dal prestare la propria opera". A distanza di qualche giorno, al musicista è arrivata una lettera di contestazione disciplinare da parte della Fondazione Toscanini e, dopo l'ascolto delle giustificazioni del dipendente, la Direzione "il 9 aprile ha firmato la lettera di licenziamento". 

La replica della Fondazione

La Fondazione, dal canto suo, ha espresso “profondo sconcerto per la strumentale iniziativa" e ha sottolineato come la contestazione mossa riguardi "l'aver deliberatamente disatteso un preciso ordine di servizio". L’ente ha espresso in una nota come il licenziamento del professore d'orchestra non sia da "ricondursi al rifiuto dell'effettuazione del tampone prescritto dai protocolli di sicurezza".  

Nella replica si sottolinea infatti come "a fronte dei continui e reiterati rifiuti (documentati da un corposo dossier) opposti dal lavoratore a sottoporsi a qualunque tipo di indagine validata dal sistema sanitario (anche ad effettuare test sierologici o tamponi oro-faringei che non avrebbero influito sui problemi di epistassi dichiarati)”, la Fondazione, per tutelare la sicurezza di tutti i lavoratori, si sia vista costretta ad esonerare il Professore dalla partecipazione all'evento, disponendo la dispensa dal servizio. 

Quindi, evidenzia la Fondazione, in un altro passaggio della nota, "in aperto e voluto contrasto con detta disposizione di servizio il professore si è ugualmente recato presso il Teatro Regio, pretendendo di rendere l'attività, pur essendo l'unico dei numerosi presenti a non aver effettuato il prescritto accertamento diagnostico, vanificando di fatto l'efficacia dei protocolli adottati". 

Pertanto, viene sottolineato, "l'oggetto di contestazione è l'aver deliberatamente disatteso un preciso ordine di servizio: l'esonero del Professore, in difetto dei dovuti accertamenti diagnostici, dall'evento presso il Teatro Regio di Parma. Circostanza ben diversa da quella dichiarata dalle organizzazioni sindacali".