Pesaro, 23-5-2018 Dopo una giornata ad alta tensione, nella sede della Victoria Libertas, in via Bertozzini, si sono riuniti i membri del consiglio di amministrazione della società. La sintesi la fa il comunicato delle 21.46: «Dopo un confronto franco e costruttivo sono ulteriormente emerse le difficoltà del momento. La posizione del presidente Ario Costa, fulcro della discussione, resta sospesa, in attesa di un eventuale sostituto o in alternativa di una convincente soluzione tesa a garantire una continuità quantomeno dignotisa alla società».

Il problema è quello delle risorse. Ario Costa in questi anni ha scandagliato tutte le possibilità, ma non ha trovato nessun imprenditore interessato ad assumere l’impegno di guidare la società. Il problema attuale è che Ario Costa è stanco e ha sul piatto un’offerta per diventare direttore generale della Lega Basket. Un incarico con uno stipendio doppio se non triplo di quello che percepisce alla Vuelle. In realtà vorrebbe rimanere ma con una condizione meno impegnativa anche sul piano personale. Stando a fonti bolognesi il contratto in Lega non è stato ancora firmato. A volerlo fortemente sarebbe il presidente dell’Armani Milano, Livio Prioli. Se ne riparlerà lunedì nel corso della riunione di Lega che è stata programmata a Bologna. Una seduta non facile perché pare che non tutte le società siano d’accordo sul nome di Ario Costa.

«Ma se Proli dovesse sbattere i pugni sul il tavolo è assai probabile che tutti si accodino alle volontà del presidente milanese», racconta un personaggio non pesarese molto ben informato sui fatti. Un motivo in più perché ieri sera si sia parlato soprattutto di alternative. Costa ha dato il via all’operazione iscrizione al prossimo campionato. Con Valter Scavolini comunque coinvolto in questo passaggio, che non è banale perché prevede 250 mila euro di fidejussione da sottoscrivere. «Proseguiranno – afferma la società – fino al giorno limite per l’iscrizione (29 maggio) tutte le iniziative necessarie a garantire un futuro alla società ed evitare la mancata ammissione alla massima serie».