Venezia Pesaro, la Vuelle resta sempre in gara (foto Ciamillo)
Venezia Pesaro, la Vuelle resta sempre in gara (foto Ciamillo)

Venezia, 30 dicembre 2019 - A testa alta sul campo dei campioni d’Italia e con uno straniero in meno. Se non fosse che prima di questa ci sono già 14 sconfitte consecutive sul groppone la si potrebbe classificare come una prova di cui essere orgogliosi. E, analizzandola staccata dalla drammatica situazione di classifica, questa partita ha raccontato cose interessanti: la prima è che Troy Williams non è un ’bidone’; la seconda è la risposta di Pusica nella serata in cui gli è stata affidata totalmente la regia (Mussini tenuto a riposo precauzionale, così come Chapman); la terza è che Totè ha in mano le carte per diventare un giocatore vero. Il resto è l’ordinaria amministrazione con la quale si ha a che fare dall’inizio: le pazzie di Barford nel bene e nel male, le ingenuità di Zanotti nonostante la buona volontà, l’inesperienza di Eboua e Miaschi, il nulla di Thomas. Ma con quattro giocatori Pesaro è stata capace di tenere in scacco Venezia.

Ha subìto 98 punti, ma la difesa non è stata così scandalosa perché la Reyer ha giocato a viso aperto e quando la Vuelle gioca senza mani addosso riesce a far valere una certa fluidità. Le percentuali da tre, identiche a quelle dell’Umana, hanno permesso di rimanere sempre attaccati alla Reyer, anche quando sulla laguna è arrivata qualche raffica di vento forte. Nel finale l’arbitraggio ha lasciato correre qualcosa a favore dei campioni in carica, ma ci sta anche questo, come ha riconosciuto Sacco in sala stampa. Se poi si concedono i due rimbalzi offensivi decisivi a De Nicolao, bisogna anche recitare il mea culpa.
Inizio al fulmicotone, trascinati da 7 punti di Williams (2-10), Venezia reagisce e sorpassa (19-12). Ma stavolta il break viene ricucito subito, grazie a un Pusica molto determinato e buoni palloni per Totè.

Nel 2° quarto Pesaro prende l’inerzia grazie a due triple di Zanotti e resta avanti sino a 3’ dall’intervallo (44-49), poi Bramos scuote i suoi e un tap-in di Watt, che prende anche fallo, ribalta la situazione. In questa frazione viene fischiato anche un anti-sportivo abbastanza severo nei confronti di Williams che costringerà Sacco a preservarlo in panca fino alla ripresa. Così che ai 12 punti segnati nei primi 10’ Troy riesce ad aggiungere solo una tripla prima del riposo. Pesaro esce bene dagli spogliatoi e torna subito a contatto (54-53), restando in scia anche quando si accende Austin Daye. Williams firma il -4 al 29’ (71-67) prima che Vidmar sfrutti ancora un gioco da tre punti in situazione di rimbalzo offensivo, vero tallone d’Achille della serata (16 catturati da Venezia alla fine dei conti). La Vuelle resiste e ci crede fino all’ultimo, risalendo dal -11 (90-79) - massimo svantaggio della serata - grazie a un Pusica particolarmente ispirato dall’arco e ad un Barford ’ignorante’ che trova 14 dei suoi 19 punti nell’ultimo quarto. Sul 95-89 De Nicolao sbaglia due liberi,e Barford infila la bomba del -3 e Williams prende sfondamento da Watt. Ci sono 33’’ per impattare: Pusica cerca un tiro da due veloce che però balla sul ferro e spende il 5° fallo: Watt regala ancora un libero, Williams vola in contropiede ma sbaglia il canestro del -2, forse per un’interferenza. E allora la chiude Daye, gelido dalla lunetta.