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Un cacciatore di tempeste a Gradara, "la mia vita tra tuoni e fulmini" / FOTO e VIDEO

La mostra di Francesco Gennari, gelatiere con il pallino della fotografia naturalistica

di SOLIDEA VITALI ROSATI
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 20:35
Stelle sopra le nuvole grazie ad un doppio scatto dello stesso giorno montato poi in postproduzione

Gradara (Pesaro Urbino), 8 settembre 2018 - Caciatore di temporali. Venti fotografie per raccontare una passione che lo ha preso da bambino e non l’ha più abbandonato. Le immagini, tra cui un ingrandimento lungo una parete, saranno il cuore della mostra “Stormchaser” del fotografo, cacciatore di tempeste, Francesco Gennari in programma a Gradara da lunedì 10 settembre (inaugurazione ore 20,30) e visitabile al pubblico fino al 23 settembre nella sala mostre della Bcc di Gradara. L’autore è il 26enne gradarese che discendente di una dinastia di ristoratori, di lavoro fa il mastro gelatiere a Misano Adriatico col babbo Enea, ma per passione insegue e immortala il caleidoscopico cielo gravido di pioggia, turbini e saette.

«Paura? Quella vera non l’ho mai provata anche se mi sono trovato, nel ferrarese, a cento metri di distanza da una cosiddetta Wall cloud, nube a muro da cui potrebbe nascere un tornado – dice Gennari –. Ma so qualcosa in fatto di scariche adrenaliniche e calcolo dei rischi. Anche perché non avendo studiato da metereologo il mio obiettivo da grande appassionato di metereologia quale sono, è quello di divulgare, attraverso la mia documentazione fotografica, le basi di questa meravigliosa scienza tra la gente».

Le ragioni sono civiche: «Vogliamo parlare dello scarso senso del pericolo dimostrato da chi fa il bagno con il temporale in arrivo? – osserva Gennari –. La conoscenza dei fenomeni detta comportamenti adeguati in termini di sicurezza e incolumità, ma aiuta anche a prevenire danni». Non è un caso infatti che l’impatto delle trombe d’aria si misura in termini di effetti: «Il tornado devastante che nel 2011 si scatenò a Joplin nel Missouri: catalogato F5, il massimo, spostò un ospedale di cemento armato dalle fondamenta. Ma se il fenomeno lo conosci sai capire fino a dove puoi spingerti». Certo l’imprevisto è all’ordine del giorno, ma Gennari fino ad oggi ha veramente avuto un riscontri positiva, raccontati da foto suggestive. Gennari in sei anni di caccia grossa lungo la costa adriatica, ha eletto a suo luogo d’elezione il colle San Bartolo.

«Scatto spesso lungo la panoramica – conferma –. E’ proprio da Fiorenzuola di Focara che il 25 giugno ho avuto modo di immortalare l’esplosione di trombe marine, ben tredici, che quasi contemporaneamente hanno toccato il mare. Si è trattato di un fenomeno che gli americani chiamano “Waterspout outbreak”». La domanda consueta è relativa alla difficoltà di previsioni attendibili. «I modelli per quanto sofisticati faticano a calcolare scenari realistici prima delle 48 ore – conclude Gennari –. Io diffido delle app commerciali e uso youmeteo.com per organizzare le mie escursioni perché trovo che abbia un alto livello di affidabilità».

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