Urbania (Pesaro), 16 settembre 2016 - COS’È IL CROSTOLO? Non è piadina, non è crescia, ma è un vero e proprio piatto tipico di Urbania. Grazie alla De.c.o. (Denominazione di origine comunale) il crostolo è diventato anche il piatto della tradizione che si fa capofila nel promuovere la tradizione culinaria. La Sagra del crostolo, oggi, domani e domenica nella piazza centrale a Urbania a cura della Proloco Casteldurante in collaborazione con il Comune di Urbania, celebra il suo prodotto e la sua preparazione tramandata da generazione a generazione, come la tradizione sapientemente insegna. Punto forte l’apertura di stand enogastronomici dove poter degustare il crostolo come singola tipicità o insieme a farciture dalle più classiche alle più bizzarre. Insieme al buon cibo anche musiche dal mondo e spettacoli dal vivo, danza e artisti di strada coinvolgeranno grandi e piccini. Laboratori didattici inviteranno i bambini a conoscere il mondo del pane, antichi giocattoli e vecchi mestieri.

Domenica mattina le massaie durantine insegneranno ai giovani del luogo la sapiente arte della preparazione del crostolo di Urbania. Il pomeriggio invece si apre con un tavolo tecnico di esperti del settore e istituzioni, finalizzato alla valorizzazione del territorio, mettendo in luce, come ha sottolineato il sindaco di Urbania Marco Ciccolini «come il prodotto crostolo sia un elemento di promozione e comunicazione di Urbania e del territorio». A seguire torna il concorso «Il crostolo di Urbania»: esperte massaie del luogo e simpatici dilettanti si cimenteranno nella preparazione del crostolo per contendersi l’ambito Trofeo del crostolo, una ceramica goliardica. «Il crostolo di Urbania rappresenta la storia enogastronomica, la tradizione, il buon gusto e l’artigianalità della provincia – spiega Giulia Mazzarini, Responsabile di Confartigianato Alimentaristi, partner dell’evento –. La sua peculiarità è la forte connotazione di riconoscibilità del territorio in cui nasce, e può contribuire alla sua crescita. Creare offerte centrate sulla cultura del buon cibo e sull’accoglienza è uno degli elementi per rilanciare lo sviluppo».

Andrea Angelini