Federica Fracassi, la Monaca di Monza
Federica Fracassi, la Monaca di Monza

Pesaro, 8 febbraio 2020 – L’11 e il 12 febbraio (Teatro Sperimentale, ore 21) approda in città La Monaca di Monza nel cartellone di TeatrOltre, su iniziativa del Comune di Pesaro con AMAT. E’ stata Lucia Ferrati ad introdurre lo spettacolo dando lettura dei capitoli dei Promessi Sposi dedicati alla Monaca di Monza, al secolo Gertrude, che si innamorerà del corrotto Egidio. La storia si conclude con la celebre frase “La sventurata rispose”.

La storia di Gertrude è ispirata ad una storia vera, quella di Marianna De Leyva, ovvero suor Virginia Maria protagonista di uno scandaloso amore con Osio, un tipaccio perverso che la condurrà alla perdizione. Ma Virginia dopo la condanna ad essere murata viva, si redime e viene liberata grazie all’intervento di San Carlo Borromeo. Fra i più importanti intellettuali italiani del Novecento, Giovanni Testori (1923-1993) dedica nel 1967 un’ampia opera teatrale a la Monaca di Monza. Il regista Valter Malosti concentra il dramma di Testori su un triangolo: la protagonista Marianna De Leyva (Federica Fracassi), una vita circondata di violenza fin dal suo stesso concepimento; l’amante Gian Paolo Osio (Davide Paganini), vero e proprio eroe nero e sanguinario che finisce i suoi giorni barbaramente trucidato; la conversa (Giulia Mazzarino) assassinata dai due per metterla a tacere. Valter Malosti dirige Federica Fracassi, interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata alle scritture più visionarie, feroci, poetiche degli ultimi anni e già intensa interprete dell’universo femminile testoriano. Una performance violentemente poetica, amplificata dalle voci e dai corpi di Davide Paganini e Giulia Mazzarino che affiancano Fracassi in scena.

Fondamentale il contributo delle scene e luci di Nicolas Bovey e dei costumi firmati dal Premio Ubu Gianluca Sbicca e del progetto sonoro ideato e curato dallo stesso Malosti. La monaca di Monza è il capitolo più recente del lungo e appassionato lavoro che Malosti ha condotto attorno a Testori: un percorso che nasce da un grande amore per lo scrittore lombardo e che accompagna il regista da anni. Così Malosti racconta la sua lettura della Monaca testoriana: «In Testori Marianna De Leyva è una sorta di revenant che strappa se stessa, fantoccio di carta, dalla Storia scritta. La parola si fa carne, rimette insieme le sue “ossa maledette” per dar vita a una blasfema eppur umanissima resurrezione. La tragica vicenda della protagonista prende forma con un andamento temporale distopico, e come in soggettiva cinematografica, addirittura fin da dentro il ventre materno, dal concepimento, dall’atto brutale del padre padrone, passando per gli opifici e le fabbriche e le macchine e le benne della Monza e della Milano degli anni Sessanta, fino a rivivere il disperato amore, che è il cuore pulsante del testo, per Gian Paolo Osio vero e proprio eroe nero, sconcio e sanguinario che finirà i suoi giorni barbaramente trucidato». Biglietti 8 e 10 euro. Info: 0721 387621 - 0721 387548.