Pesaro, 11 luglio 2020 - “Noi, non erano solo canzonette”. La grande mostra nel segno della musica italiana, dopo aver fatto tappa a Bologna, è approdata a Pesaro ed oggi pomeriggio è stata inaugurata ufficialmente per gli addetti ai lavori (a ingressi cadenzati a piccoli gruppi nel rispetto delle norme anti covid). Da domani  (domenica 12 luglio) aprirà al grande pubblico, nelle due sedi dei Musei Civici e del Museo Nazionale Rossini. Visitabile fino all’11 ottobre. "E' un evento a 360 gradi – evidenziano gli organizzatori, con il curatore Gianpaolo Brusini  -. Una grande rappresentazione della storia nazionale , dal 1958 al 1982: venticinque anni rivoluzionari sotto tutti gli aspetti sociali, etici ed economici del Paese, raccontati attraverso la musica. La mostra è racchiusa fra due abbracci: quello di Domenico Modugno sul palco di Sanremo 1958 e quello di Paolo Rossi, nella notte di Madrid che nel 1982 laureò l’Italia campione del mondo. A fare da contrappunto cento opere musicali italiane (da Modugno a Celentano, da Battisti a Guccini; ndr) selezionate nel repertorio di quel periodo. E che rappresentano una chiave di lettura e approfondimento".

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Al taglio del nastro di oggi pomeriggio, le stesse personalità presenti all'evento di presentazione di questa mattina: Michele Brambilla, direttore del Qn e de il Resto del Carlino (media partner della mostra), il sindaco Matteo Ricci, il vice Daniele Vimini, il curatore dell’allestimento Gianpaolo Brusini. E poi il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. Tra gli altri, anche il presidente dell’Orchestra sinfonica Rossini, Saul Salucci e l’ad di Sistema Museo Luca Covarelli.

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“Il titolo di Città Creativa Unesco, per Pesaro, è quanto mai meritato per la sua capacità di cogliere le opportunità e mettere in relazione - evidenzia Ceriscioli - . Speriamo che questa sia l’ennesima occasione per uscire fuori dal territorio e, con molta naturalezza, agganciarsi ai contesti nazionali e internazionali”. Per il vicesindaco Daniele Vimini, che ha presentato l’iniziativa, “si è trattato di un progetto inseguito fin dalla genesi della tappa bolognese, nel trait d’union tra le due città Unesco della musica. Una esperienza multimediale straordinaria e di grande valore culturale, che fino a ottobre sarà accompagnata da specifiche iniziative collegate al percorso espositivo”.

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Aggiunge il sindaco Matteo Ricci: "La mostra rafforza la nostra identità di città della musica. La scelta della sede, dunque, non è casuale. Il percorso espositivo è compreso tra il ‘Volare’ cantato da Modugno e l’urlo di Tardelli. Due momenti emblematici che vorremmo ripetere anche adesso, perché sono immagini che hanno raffigurato la rinascita del Paese nei rispettivi contesti dell’epoca. Sia per il boom economico che negli anni Ottanta". Per il direttore di Qn e de il Resto del Carlino, Michele Brambilla, "la musica raffigurata nella mostra riflette il clima di quegli anni, ma al tempo stesso li condiziona. Usciamo da un periodo tremendo come quello del virus e la crisi è innegabile. Ma non possiamo arrenderci: sarebbe un insulto anche nei confronti dei nostri genitori, che hanno passato la giovinezza sotto i bombardamenti e sono ripartiti dalle macerie. Cerchiamo di avere realismo, non piangerci addosso e recuperare la fiducia degli anni Sessanta".

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Dove e quando

La mostra 'Noi. Non erano solo canzonette' si terrà in due sedi a Pesaro: Palazzo Mosca-Musei Civici, in piazzetta Mosca 29, e al Museo Nazionale Rossini, via Passeri 72, da domenica 12 luglio all’11 ottobre 2020. Orari: Palazzo Mosca, fino a settembre dal martedì al giovedì ore 10-13 e 16.30-19.30, da venerdì a domenica e festivi 10-13 e 16.30-19.30; in ottobre martedì-giovedì ore 10-13 da venerdì a domenica e festivi 10-13/15.30-18.30. Al Museo Rossini, tutti i giorni tranne il lunedì ore 10-13 e 15-18. Biglietto intero 10 euro, ridotto 8, libero sotto i 19 anni. Il biglietto dà accesso ai Musei Civici, al Museo Rossini, Casa Rossini.