La città di Aleppo
La città di Aleppo

Pesaro, 18 gennaio 2019 – Aleppo, città che per secoli ha colpito i viaggiatori per ricchezza culturale e cosmopolitismo, simbolo della musica di tutto il Vicino Oriente, è dal 1986 Patrimonio dell’umanità Unesco. Lo splendore di Aleppo, oggi, non è che un tragico ossimoro. La città che fino al 2012 è stata l’indiscussa capitale culturale della Siria è ridotta ad un cumulo di macerie da cui la popolazione è in gran parte fuggita.

Venerdì 25 gennaio (Teatro Rossini, ore 21) l’Ente Concerti – nel sesto appuntamento della sua stagione - la ricorda, in una serata dal titolo “Lo splendore di Aleppo, attraverso i canti d’amore e di lode delle comunità siro-cristiana, armena, musulmana e giudaica. Aleppo infatti non aveva eguali per il patrimonio di canti liturgici e devozionali cristiani e delle comunità siriache e armene, ed era nota per la muwashshah, poesia strofica con ritornello di origine medievale, fiorita nelle corti della Spagna musulmana. Ai suoi musicisti, nati in un intreccio di culture che comprende le radici storiche della civiltà sefardita e il prezioso repertorio di canti della tradizione ebraica, e che vanta il celebre Codice di Aleppo - uno dei più antichi manoscritti del testo masoretico, in ebraico, dell’Antico Testamento - non resta che riproporne la memoria nella loro diaspora.

Il ricordo del suo antico splendore non può e non deve morire. Sul palco del Teatro Rossini ad intessere un dialogo di pace che è stato portato avanti nei secoli, musiche tradizionali della Siria suonate su strumenti originali da un ensemble di musicisti siriani che ora vivono in diverse città d’Europa. Fra questi Razek-François Bitar, controtenore molto attivo nei teatri internazionali, formatosi a Damasco, al Conservatorio di Genova e a quello di Roma. La narrazione è affidata a Paolo Scarnecchia che ha avuto modo di dire: "Oggi Aleppo è entrata prepotentemente e tragicamente nelle cronache giornalistiche per la devastazione e le atrocità della guerra, ed è difficile riuscire a immaginare un paesaggio sonoro diverso da quello delle esplosioni delle bombe, dei crolli e delle grida di dolore, dei lamenti dei feriti e del silenzio dei morti”. “L’ appuntamento – prosegue Scarnecchia - è un tributo al passato ma anche speranza per il futuro, speranza che la musica trovi, ancora una volta, le ragioni e la forza per tornare a fiorire”. Biglietti da 7 a 20 euro in vendita alla biglietteria del Teatro Rossini. Info 0721 387620/1.