Glauco Dolino, ex terzino della Vis Pesaro
Glauco Dolino, ex terzino della Vis Pesaro
di Nicholas Masetti C’era il solco sull’erba. Sulla fascia sinistra del Tonino Benelli sembrava ci fosse passato un trattore. Invece era solo il segno che lasciavano gli scarpini di Glauco Dolino. Oggi, a 72 anni, il terzino ex Vis Pesaro ancora gioca a calcio, "anche se mi porto dietro tutti gli acciacchi", racconta con gioia. Due viti nel piede, un’operazione all’ernia al disco e un menisco lesionato da giovane. Ma due allenamenti settimanali, in compagnia degli amici della squadra Gentlemen’s, "non me...

di Nicholas Masetti

C’era il solco sull’erba. Sulla fascia sinistra del Tonino Benelli sembrava ci fosse passato un trattore. Invece era solo il segno che lasciavano gli scarpini di Glauco Dolino. Oggi, a 72 anni, il terzino ex Vis Pesaro ancora gioca a calcio, "anche se mi porto dietro tutti gli acciacchi", racconta con gioia. Due viti nel piede, un’operazione all’ernia al disco e un menisco lesionato da giovane. Ma due allenamenti settimanali, in compagnia degli amici della squadra Gentlemen’s, "non me li toglie nessuno. Gioco ancora per respingere la vecchiaia", continua Dolino. Mentre parla sul tavolo ci sono i vecchi gagliardetti della Vis Pesaro, appoggiati sopra articoli degli anni ’70, divisi per cartelle, tra foto in bianco e nero e locandine. La maglia biancorossa l’ha indossata dal 1969 al 1976, esordendo sul campo della Pistoiese, con in panchina mister Becchetti, scomparso a inizio 2021. Il momento più bello della sua carriera non sa quale possa essere: "Ricordo con piacere tutte le partite perché ho indossato la maglia della mia città. Non ho mai giocato per soldi, ma solo per l’attaccamento ai colori sociali". Dolino è un pesarese doc, nato nel quartiere di Pantano, a due passi dallo stadio, il nove settembre del 1949. Quattro mesi prima c’era stata la tragedia di Superga del Grande Torino. Il calcio di una volta, proprio quello che ha vissuto sulla sua pelle e sulle sue gambe Dolino. E per nessun motivo ancora vuole lasciarlo.

"Con i Gentlemen’s, nati nel 1970, ci alleniamo al mercoledì sera e al sabato mattina – racconta – Siamo quasi tutti ex giocatori di calcio, una cinquantina di soci. In estate poi facciamo i tornei in giro per l’Italia, siamo stati a Sorrento, a Sanremo e in Croazia, portandoci dietro le famiglie. Difficilmente trovo qualcuno più grande di me. Ancora mi diverto a dare due calci al pallone". Quando entra in campo però, a quarant’anni dall’addio ai campionati agonistici, "ancora ci metto agonismo e a volte tra compagni volano insulti. Ma viva il terzo tempo, andare a bere e mangiare tutti insieme", prosegue Dolino.

Stopper, libero, usa ancora questi termini per parlare di tattica, gergo ormai scomparso dal calcio attuale. Le scarpe al chiodo però, nonostante i tempi siano cambiati, ancora non riesce a metterle. "Merito dei miei compagni di squadra, festeggiamo anche il Natale tutti insieme", conclude. ‘Giocare a calcio spensieratamente’, è il motto dei Gentlemen’s. Una frase che Dolino, tesoriere della società, ha preso alla lettera. Perché alla passione di una vita è dura dire basta.