A ’Circonomia’ sono di scena gli yacht Wired

Incontro ieri mattina al porto con i vertici del marchio nautico specializzati in motori ibridi: "La transizione ecologica per noi è realtà"

A ’Circonomia’ sono di scena gli yacht Wired

A ’Circonomia’ sono di scena gli yacht Wired

Wider è un marchio della nautica con una sede a Fano che ieri mattina ha incontrato giornalisti e alla presenza degli assessori Fattori e Cucchiarini nell’ambito del Festival dell’economia circolare e della transizione ecologica ’Circonomia’ in corso di svolgimento in questi giorni a Fano.

"Wider è un costruttore italiano, - dice Fabio Fraternale, Ceo di Wider - pioniere del sistema di propulsione ibrida seriale a bordo di yacht di lusso. Grazie al nostro approccio orientato al futuro, siamo sempre stati impegnati in una costante innovazione: gli yachts Wider sono progettati e costruiti con una forte attenzione all’efficienza, alla riduzione significativa del consumo di carburante, del rumore e delle vibrazioni emesse, senza tralasciare l’estetica del design e la qualità dei materiali". "Siamo stati i primi nella produzione di catamarani di lusso che combinano un sistema di propulsione ibrido, gasolio ed elettrico, straordinariamente efficiente con propulsori azimutali" aggiunge Stefano Diotallevi, Brand and communication manager di Wider. Grazie proprio alla loro larghezza, i pannelli solari installati producono sufficiente energia elettrica che viene utilizzata quando la barca è in rada ed ha comunque bisogno di alimentare i vari servizi (aria condizionata, frigo, congelatore, ecc), senza perciò tenere il motore acceso che inquina e ’disturba’ col rumore e la puzza gli ospiti che magari vogliono fare un bagno oppure riposarsi. Nei 12mila metri quadrati di area produttiva al porto di Fano e nella banchina da 400 metri in questo momento si stanno costruendo tre catamarani, oltre al primo che è già sceso in acqua, mentre il quinto è nella fase progettuale. Già, perché nonostante la produzione in serie, i vari modelli possono essere personalizzati dai clienti, "grazie all’intervento di designer come il toscano Luca Dini – spiega ancora Stefano Diotallevi -, specializzato nell’interior ed exterior design degli yacht di lusso, che ha impreziosito e reso più comfort il nostro primo catamarano che misura circa 500 metri quadrati, tra interni ed esterni. Compreso un garage per un gommone e due moto d’acqua". Il tutto per una clientela internazionale, Stati Uniti ed Europa in particolare (da Spagna e Svezia i primi clienti), che può permettersi yacht da oltre 12 milioni di euro.

Silvano Clappis