"Abbiamo sbloccato opere ferme da decenni"

Il candidato sindaco Maurizio Gambini: "Ho detto chi sarà il mio vice, Giulia Volponi. Il centrosinistra perché non svela il suo?"

"Abbiamo sbloccato opere ferme da decenni"

"Abbiamo sbloccato opere ferme da decenni"

Urbino capoluogo di Provincia, un riconoscimento che si riflette sull’intero territorio e tutte le sfere cittadini. Maurizio Gambini ne è certo e lo rimarca anche i questi ultimi giorni di campagna elettorale per il ballottaggio.

Non si è parlato molto di questo tema, le pare?

"Questa città ora che è stata riconosciuta capoluogo da una legge del Parlamento, sanando di fatto un vuoto amministrativo che c’era dall’Unità d’Italia, ha molte opportunità in più. Giocheremo un ruolo più forte, con maggiori finanziamenti da intercettare".

Non sono tutti d’accordo?

"La novità fa paura a chi vuole conservare un potere, a una certa parte della costa (non tutta). Incoraggia invece le imprese, le attività produttive, gli artigiani, gli operatori turistici. Davvero curioso che un rafforzamento di Urbino nel territorio e nei tavoli istituzionali possa essere letto come una chiusura. E’ vero il contrario: insieme alle imprese e a tutto il tessuto economico cittadino vogliamo contare di più e favorire lo sviluppo".

Cosa significa questo per l’economia?

"Il riconoscimento, unito al sistema produttivo e al territorio, può darci molta più forza. Noi questo sviluppo lo vogliamo e sappiamo come perseguirlo. Siamo coloro che hanno detto sì all’area di ampliamento di un’industria a Canavaccio, alla riqualificazione dell’area ex Osca che servirà anche come polo fieristico e commerciale per le imprese e il territorio; sì all’albergo diffuso in centro storico per l’insediamento di attività produttive commerciali, direzionali, di servizi e per la ricettività turistica; sì all’attuazione del Prg nella zona di Ca’ Guerra necessaria alla realizzazione di un nuovo polo produttivo, che darà 250 posti di lavoro. L’idea che a governare la città siano coloro che col voto contrario o con l’astensione hanno ostacolato queste opere ci spaventa".

Perché?

"Urbino si fermerebbe. In queste settimane ho incontrato tantissime persone che condividono con me questa visione. La crescita si fa grazie a scelte precise e non con le polemiche su tutto. Abbiamo scelto, dopo decenni di attesa, di velocizzare le opere necessarie per lo sviluppo dell’Università. Ne cito due: il Petriccio e il Campus Mattei alla Sogesta. Insieme all’Università siamo riusciti a mettere a terra interventi che attendevano da anni, le stesse opere che coloro che adesso si candidano ad amministrare hanno rinviato per decenni".

Ha cambiato slogan, “facciamo la storia“. Cosa significa?

"Non è uno slogan. Significa che dopo 164 anni, con il capoluogo, possiamo scrivere una pagina nuova, con persone nuove che entreranno nell’Amministrazione della città. Una l’ho già anticipata, Giulia Volponi. Io ho fatto nome e cognome del mio vicesindaco. I miei avversari potevano essere ugualmente trasparenti, scegliendo fra i papabili Carrabs, Giovannelli, Crespini, Azzarà, Pompilio. Non lo hanno fatto".

Francesco Pierucci