"Accendiamo la casa della legalità"

Appello del presidente della Provincia Paolini dopo l’iniziativa con un’ottantina tra scout e persone intervenute

"Accendiamo la casa della legalità"

"Accendiamo la casa della legalità"

Una risposta corale per dire che sì, la legalità si può coltivare, specie se l’invito arriva dal gruppo scout. E’ accaduto a Isola del Piano dove una ottantina di persone hanno partecipato al momento voluto dai ragazzi del gruppo scout Agesci Pesaro 4, che dopo aver lavorato un anno intero sulla criminalità organizzata hanno concluso il loro lavoro alla Fattoria della legalità, ovvero al bene confiscato gestito dall’ omonima associazione di volontariato, il primo nelle Marche. Obiettivo: aiutare a "far diventare un luogo di luce quello che per tanto tempo è stato un luogo buio", come ha detto il Presidente della Provincia e Sindaco di Isola del Piano Giuseppe Paolini.

Dopo una mattinata di lavori e un pranzo conviviale, ci sono state le testimonianze del sindaco di Isola del Piano Giuseppe Paolini, del referente del Coordinamento provinciale di Libera Pesaro e Urbino Giuseppe Puntarello, e di Francesco Montanari, coordinatore provinciale per La Primavera della Legalità. Il tutto con un gesto molto significativo: la piantumazione di un ulivo nell’Uliveto della memoria, in cui ogni ulivo è dedicato a una vittima della criminalità organizzata. Quello piantato domenica è dedicato a Gennaro Bartolotta, vittima della strage di Punta Raisi del 1978, la cui figlia Teresa è stata proprio capo scout del gruppo Pesaro 4. La giornata si è conclusa con la Messa celebrata dall’Arcivescovo di Pesaro-Urbino Sandro Salvucci (scout anche lui), con il parroco di Isola del Piano Don Matteo e l’assistente ecclesiastico scout Don Nino Maluccio.

Un piccolo gesto in un luogo che avrebbe ancora molto da dare, ma le difficoltà si fanno sentire, soprattutto quelle economiche: il bene avrebbe bisogno di aiuto concreto, tant’è che erano stati stanziati 250 mila euro di fondi regionali nel 2020, ma che per vari motivi non sono mai stati elargiti. "Ora, dopo 4 anni, bisogna parlarne seriamente", dice il sindaco Paolini che spiega: "Questa non è una questione politica, non esiste una legalità di destra o di sinistra, la legalità è trasversale, e se veramente vogliamo fare qualcosa contro la criminalità organizzata, dobbiamo lavorare insieme. Fin quando alla fattoria, passando di sera,– conclude – non vedremo una luce accesa, simbolo di una famiglia che ci vive, fin quando il bene non aiuterà a portare vita, allora ancora avranno vinto loro. E allora continuiamo a lottare, finchè quella luce non sarà accesa e sarà un faro nella via della legalità".

d.e.