Affitti, il Comune stanzia 250mila euro "Così riusciremo ad aiutare 730 famiglie"

Il contributo copre l’80% della quota, fino a un massimo di 350 euro. Ma serve un Isee che non sia superiore a 6542 euro

Affitti, il Comune stanzia 250mila euro  "Così riusciremo ad aiutare 730 famiglie"

Affitti, il Comune stanzia 250mila euro "Così riusciremo ad aiutare 730 famiglie"

Visti i chiari di luna cosa è meglio fare? Sollevare le famiglie alleggerendo la pressione fiscale riconoscendo un contributo al pagamento della Tari, oppure concentrare le risorse possibili per garantire loro di arrivare a pagare l’affitto di casa? Dopo giorni di valutazioni con gli assessori Luca Pandolfi (Sociale) e Andrea Nobili (Bilancio) il dubbio è stato sciolto dal sindaco Matteo Ricci: "I 250mila euro di fondo anticrisi verranno spesi, interamente, per garantire le famiglie che non riescono a pagare l’affitto".

Cosa è successo? "Da Roma non arriveranno 574mila euro – ha detto Ricci, ieri annunciando che, di conseguenza, l’agevolazione sul pagamento della tassa dei rifiuti, quest’anno non ci potrà essere –. Ci troviamo davanti a questa scelta difficile perché dallo Stato sono venute meno risorse che non mancavano dal 2016". Il Governo Meloni non ha rifinanziato il fondo nazionale affitti. "Pesaro compensa quel vuoto – ha detto Ricci – con i 250mila euro di risorse proprie, prese dall’avanzo libero che avremmo voluto destinare per varie azioni sociali tra cui, rinnovare l’agevolazione Tari. Il nostro intervento non annulla, ma mitiga il colpo. Le famiglie che nel 2022 hanno potuto disporre di un contributo tra i 350 e i 635 euro, nel 2023 non ce l’ha più. Potremo comunque aiutare 730 famiglie contro le 1.103 sostenute l’anno scorso. Abbiamo deciso di spostare la nostra disponibilità attuale sull’emergenza affitto: ovviamente la potenza di fuoco è minore. Le famiglie che andremo ad aiutare sono meno e il contributo è all’80% dell’affitto fino ad un massimo di 350 euro a famiglia. Ne usufruiranno le famiglie con un Isee non superiore ai 6.542 euro. Il bando uscirà a metà luglio. Facciamo una operazione molto concreta, sostituendoci al Governo: chiediamo alla premier di ripristinare il Fondo nazionale affitti. Averlo tolto è un taglio sulla carne viva della povera gente". E la Tari? L’intervento nel 2023 sarebbe stato minore, ma era nelle intenzioni della giunta Ricci: il Comune invece di sostenere tre rate su quattro, avrebbe voluto pagare due su quattro.

L’anno scorso l’operazione salva tassa rifiuti, finanziata con una variazione di 460mila euro, aveva raccolto grande consenso tra i pesaresi. Nel 2022, infatti, sono state 2.350 le famiglie che hanno ottenuto lo “sconto“ Tari. Ma a fronte del disagio abitativo, senza i soldi “veri“ dello Stato, la Tari è passata in second’ordine. "Non potrebbe essere diversamente – ha detto Pandolfi, sottolineando i trend preoccupanti del disagio abitativo –. Basti dire che nel 2023, quale contributo all’affitto, il Comune ha già pagato 66mila euro aiutando 138 famiglie. I nostri si sarebbero dovuti sommare a quelli statali: la somma dà idea di un fabbisogno allarmante. L’ultimo bando per la casa popolare ha segnato un aumento di richieste del 30%. A Pesaro, poi, il 90% dei contratti di affitto, al netto delle fasce sociali, opta per il canone concordato: è il segnale che la famiglia media necessita di meccanismi calmieranti del mercato. Per questo abbiamo avviato con l’assessore Mila Della Dora un progetto di housing sociale a Villa Ceccolini che porterà 83 appartamenti a canone agevolato".

Nobili ricorda la manovra straordinaria fatta quest’anno con l’avanzo libero: mezzo milione di euro è servito a potenziare i centri estivi 0-6 anni. Insomma la coperta, è quella. Anche se la tiri, non si allunga. Però la speranza è l’ultima a morire: "Vedremo – ha detto Nobili –, se conti alla mano, riusciremo ad inserire, a dicembre, nel bilancio di previsione, l’agevolazione Tari, per il prossimo anno".

Solidea Vitali Rosati