Aiutiamo Rafah, la città gemella. Il comitato: "Aiuti umanitari"

Intanto il Comune ha provato a mobilitarsi per il cantante palestinese Mohammed AbuSenjer

"Pesaro è a fianco di Rafah e per un cessate il fuoco immediato a Gaza". Lo ribadiscono a nome dell’amministrazione comunale, l’assessora Camilla Murgia e il presidente del Consiglio comunale Marco Perugini, riferensodi alla città gemellata con pesaro. "Oltre agli appelli per la Pace e il rispetto della vita e dei diritti umani – aggiungono Perugini e Murgia – abbiamo colto la segnalazione da parte di alcune associazioni riguardo la storia di Mohammed AbuSenjer, ragazzo e musicista palestinese di Rafah, oggi sotto le bombe, che ha partecipato al progetto Erasmus+ in cui anche Pesaro era partner. In autunno Mohammad non ha potuto partecipare alla fase finale. La rete di associazioni ha continuato a tenere aperti i contatti con Mohammed, che sogna di poter lasciare i territori di guerra e continuare nella sua passione: suonare".

Dopo aver conosciuto questa storia, Murgia e Perugini si sono subito attivati: "Abbiamo provato a contattare il Consolato d’Italia a Gerusalemme per capire se ci fosse qualche possibilità di trasferimento fuori da Gaza per Mohammed. Nonostante diversi confronti, la situazione a Rafah è drammatica e non è possibile intercedere in nessun modo per trasferire Mohammed o per salvare chiunque, anche bambini".

La situazione di Gaza suscita peraltro la necessità di immediati interventi umanitari. Il Comitato Pesaro-Rafah lo dice chiaramente: "Questo gemellaggio non sia solo un simbolo. Serve subito una raccolta fondi urgente per aiuti umanitari. Dai farmaci all’elettricità, dall’acqua ai generi alimentari. A Gaza manca tutto ed ogni minuto che passa la situazione si aggrava. Nella Striscia è in corso una tragedia umanitaria ed il diritto internazionale sta morendo – lo afferma in una nota Giorgio Baldantoni presidente del comitato cittadino Pesaro-Rafah nato oltre 20 anni fa –. Dopo il sì alla Camera sulla mozione Pd per l’immediato cessate il fuoco c’è ancora molto da fare: l’accordo trasversale Meloni-Schlein è significativo ma serve il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Unione europea".

"Pesaro è una città che da anni promuove la cultura della pace ed una rete di legami tra i popoli. Lo stesso gemellaggio che ci lega a Rafah deve essere una occasione concreta e non solo un simbolo – conclude Giorgio Baldantoni –. Il Comune di Pesaro deve essere capofila insieme ad associazioni e comitati affinché la popolazione di Gaza possa ricevere beni di prima necessità. Dobbiamo lavorare tutti insieme per una raccolta fondi urgente. Anche se sembra difficile, facciamo l’impossibile per spezzare la spirale della violenza e far tornare la pace".