Udienza ieri tra ex coniugi al tribunale di Pesaro per una rivalsa sul mantenimento
Udienza ieri tra ex coniugi al tribunale di Pesaro per una rivalsa sul mantenimento

Pesaro, 15 gennaio 2022 - Deve ricevere da anni gli assegni familiari dall’ex marito. E nemmeno pochi: 11mila euro. L’ex moglie sollecita il pagamento, lo chiama, pretende quei soldi, ritiene che insistere sia un suo diritto. E non esita a cercare e a fermare per strada l’ex marito (entrambi hanno più di 70 anni) quando lo vede entrare in banca per ricordargli il suo debito. Fino a quando l’uomo, pur inadempiente, si stanca e querela la ex per stalking. Porta elementi di prova, ossia le telefonate e le circostanze che proverebbero gli appostamenti fuori dalla banca.

Il che spinge la procura della Repubblica chiedere e ottenere il processo per la pensionata. Ieri si è aperto il dibattimento con ammissione delle prove ma poi il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 2 maggio quando tutti i protagonisti della storia, ex coniugi e figli, potranno fornire la loro versione dei fatti. Il reato però è stato derubricato da stalking in molestie.

Ma la vicenda ha un antefatto. La settantenne aveva querelato l’ex marito per il mancato pagamento, e questo aveva portato l’uomo alla sbarra per un reato che può arrivare a comportare fino ad un anno di reclusione. Ma arrivato il processo, l’uomo, su consiglio del proprio legale, versa 1000 euro all’ex moglie come segno di buona volontà e promette di versare il resto quanto prima. Per il giudice questo basta e avanza per assoloverlo in quanto ha dimostrato di iniziare a provvedere alla sua ex moglie anche con la testimonianza del figlio a suo favore. Insomma, pagare anche meno del 10 per cento di quanto fosse tenuto a fare, è risultato sufficiente per ottenere l’assoluzione. E una volta conquistato il via libera processuale, l’ex marito è partito al contrattacco presentando querela per stalking o molestie nei confronti dell’ex moglie, in modo da vederla condannare ad una pena che prevede un massimo di sei mesi di arresto o ammenda fino a 516 euro.

Per provare quello che diceva, l’uomo non ha esitato a chiamare i parenti per testimoniare contro l’ex moglie la quale ora si trova costretta a doversi difendersi in tribunale (con l’avvocato Marco Vitali) visto che a rischiare la condanna è proprio lei, pur non essendo ancora creditrice dell’ex marito per almeno 11mila euro oltre gli interessi maturati dopo tanto tempo. Soldi che sembra esser sempre più difficile da ottenere.

Le separazioni giudiziali comportano spesso una coda velenosa di accuse e controaccuse per soldi o magari per semplice ripicca.
ro.da.