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1 mar 2022

Anche Scavolini deve restare in stand by: "Il mercato russo per noi valeva 10 milioni"

Il patron della grande azienda di Montelabbate sbigottito davanti al conflitto: "Penso a quella povera gente, speriamo finisca tutto presto"

1 mar 2022
Un’immagine di Mosca, con i soldati in primo piano nella piazza Rossa; sopra Valter Scavolini. , patron della nota azienda di mobili di Montelabbate
Un’immagine di Mosca, con i soldati in primo piano nella piazza Rossa
Un’immagine di Mosca, con i soldati in primo piano nella piazza Rossa; sopra Valter Scavolini. , patron della nota azienda di mobili di Montelabbate
Un’immagine di Mosca, con i soldati in primo piano nella piazza Rossa

Pesaro, 1 marzo 2022 - "Pensare ad una guerra nel cuore dell’Europa è incomprensibile. Sembra di essere tornati al Medioevo – dice Valter Scavolini –. Al di là del fattore economico, penso a quella povera gente dell’Ucraina. Speriamo che questa situazione si sblocchi presto e che si torni quanto prima alla normalità". Scavolini che ha rivendite non solo a Mosca ma anche in tutte le grandi città della Russia, in questo momento è in fase di attesa "in un mercato che per noi era ed è importante perché prima della crisi abbiamo anche superato i 10 milioni di euro di fatturato. Ora attendiamo l’evoluzione per cui si vive giorno per giorno". La grande azienda di Montelabbate ha un importatore storico a Mosca, la famiglia Nicolini. Un mandato passato da padre a figlio, perché ora è Massimiliano l’agente della Scavolini che ieri mattina era proprio nella fabbrica di Montelabbate per un incontro operativo con l’ad dell’azienda Fabiana. Massimiliano Nicolini non ha avuto bisogno degli inviti della Farnesina per rientrare, perché è a Pesaro da qualche giorno. Chi invece ha fatto armi e bagagli sono i tre dipendenti italiani della sede della Biesse a Mosca – gli altri sono collaboratori locali – che hanno preso sabato l’ultimo volo utile per rientrare in Italia e cioè prima della chiusura degli spazi aerei su tutto gli stati dell’Unione Europea. Ma c’è anche chi ha problemi inversi, com’è il caso di Mirti Cardinali che è titolare di una agenzia di import di mobile lungo via Lubianka, la grande strada che porta fino alla piazza Rossa. Mirti Cardinali, che opera a Mosca assieme al marito Filippo Filippini e il figlio Fabio, ha un problema inverso perché a Mosca abita da anni, pur avendo casa a Colbordolo, dopo che ha chiuso i negozi di abbigliamento che aveva ...

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