Urbino, 18 luglio 2019 - Andrea Camilleri aveva toccato profondamente l’Università di Urbino: nel 2012, la sua presenza aveva segnato l’aula magna del polo Volponi, affascinando tutti con il suo acume e la sua profondità. Oggi, l’Università di Urbino piange la scomparsa di questo grande scrittore e sceneggiatore, che il 15 novembre 2012 ricevette la Laurea honoris causa in Lingue per la didattica, l’editoria, l’impresa nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico 2012-2013. Con lui una straordinaria Monica Guerritore interpretò dei brani tratti da «Il re di Girgenti».

«Il 15 novembre 2012 fu indubbiamente una data memorabile: il carisma e le parole di Camilleri affascinarono il pubblico che gremiva l’Aula Magna come non mai e la conclusione della sua lectio sullo stato di salute della lingua italiana fu salutata da un applauso interminabile – questo il ricordo di Stefano Pivato che quel giorno, in qualità di Rettore, consegnò a Camilleri la Laurea Honoris causa –. Devo dire che sul piano puramente spettacolare, oltre che accademico, la lettura del ‘Re di Girgenti’ da parte di Monica Guerritore, splendida oltre che bravissima, contribuì a fissare quel giorno nella memoria dell’intera città e ponendola all’attenzione nazionale, riportò Urbino al centro della vita culturale italiana. Un segnale importante, all’indomani della definitiva statalizzazione, del quale sarò sempre grato ad Andrea Camilleri, che ha donato a Urbino un po’ della sua gloria».

«La lezione di Camilleri a Urbino fu un omaggio non solo alla lingua italiana ma al valore della cultura quale patrimonio da tutelare e promuovere – afferma il rettore Vilberto Stocchi –. Un impegno che l’università è chiamata ogni giorno a portare avanti con responsabilità e dedizione». Alla giornata del 15 novembre 2012, la professoressa Alessandra Calanchi arrivo, come tanti, carica di emozione ed aspettative: «Stefano Pivato, che quasi per scherzo mi disse: ‘Perché non diamo una laurea honoris causa a Camilleri?’ Ma non scherzava. E così mi attivai. Camilleri accettò con l’entusiasmo di un ragazzo e a Urbino, sorvegliato speciale della moglie Rosetta Dello Siesto e della segretaria Valentina Alferj, era accanto agli studenti che mormoravano ‘ma è proprio lui?’», il ricordo della docente che con altri docenti si occupò della motivazione per la laurea e di tutto il percorso. Il giorno della cerimonia Calanchi e Ivo Klaver consegnarono allo scrittore la targa di Urbinoir, «affettuosa espressione di massima stima da parte del nostro gruppo di lavoro che ogni anno organizza a Urbino un convegno sul noir. Il Maestro ci regalò anche un’altra grande emozione, autorizzandoci nel 2017 a pubblicare un suo pezzo inedito in un volume della nostra collana ‘Urbinoir studi’, poche pagine di puro divertimento e di profondo spessore culturale».

l.o.