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10 apr 2022

Anno federiciano 180mila euro per cominciare

Le anticipazioni sul programma: "Si parte del Mausoleo dei Duchi a San Bernardino"

La prima presentazione delle Celebrazioni Federiciane in Comune a Urbino
La prima presentazione delle Celebrazioni Federiciane in Comune a Urbino
La prima presentazione delle Celebrazioni Federiciane in Comune a Urbino

Quando compi seicento anni è un po’ come un giro di boa, sopratutto se ti chiamo Federico e sei un Montefeltro. Gli anniversari importanti vanno festeggiati e celebrati, pianificati e protratti. Soprattutto se sei il Duca di Urbino e hai donato il massimo splendore ad una città, a un territorio e ad un periodo storico che ancora influenza la nostra quotidianità. In Comune sono state presentate le celebrazioni Federiciane, organizzate dall’Amministrazione comunale e che prenderanno il via il prossimo 7 giugno, giorno in cui Federico nacque a Gubbio.

"Dal 2020 stiamo lavorando alle celebrazioni per Federico, abbiamo impostato questo lavoro con il sindaco di Gubbio. Urbino e Gubbio ma anche Marche, Umbria ed Emilia Romagna parteciperanno alle celebrazioni che presenteremo anche alla Bit - ha spiegato il sindaco di Urbino Maurizio Gambini -. I lavori stanno coinvolgendo tante persone e associazioni, si parte il 7 giugno 2022 fino al 7 giugno 2023. È stato stanziato un fondo di 180mila euro ma altri più importanti ne arriveranno. Partiamo così. Queste celebrazioni sono per noi un evento molto importante da cui ripartire".

Celebrazioni che nascono dal locale e grazie a questo è nato un comitato nazionale. "Rispetto a quelle dedicate a Raffaello qui si parte da un comitato tra le due regioni anziché dal Ministero della Cultura", precisa Gambini. Si sta aspettando di vedere il logo progettato dall’Isia di Urbino e che identificherà la città. Cosa propone il programma? Un calendario ancora non tutto svelato e da subito si andrà a puntare su opere durature.

"Cosa primaria è il restauro del Mausoleo dei Duchi a San Bernardino. Lavori già iniziati pochi anni fa, quindi proseguiamo con gli esterni e una lettura del paesaggio, la ripulitura dell’area così che si possa riprendere il dialogo del luogo con la città. È un posto simbolico, importante e testimonianza della genio umano, ci lavorò Bramante - spiega Alice Lombardelli, esperta e consulente culturale del Comune di Urbino -. Queste sono le opere che rimangono. Inoltre alcuni anni fa sono stati studiati i resti dall’Università di Pisa del corpo di Federico. Ne sono usciti dati interessanti e ora rientreranno. Ci sarà poi una mostra che racconta idealmente del rapporto che Federico, quindi contemporaneità dell’arte e il dialogo che oggi c’è con la commissione culturale e la pubblica amministrazione. Al lavoro anche il pro sindaco Vittorio Sgarbi". "Questo è un progetto fatto bene e faremo le variazioni di bilancio necessarie. Che sia un nuovo Rinascimento", rassicura l’assessora al Bilancio Giuseppina Maffei.

Francesco Pierucci

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