Asili nido, salta il banco Liste d’attesa infinite "In 250 restano alla porta"

La denuncia di Giulia Marchionni (Prima c’è Pesaro): "Famiglie in subbuglio . Costi troppo alti e nonni non sempre disponibili. Convenzionare i privati".

Asili nido, salta il banco  Liste d’attesa infinite  "In 250 restano alla porta"

Asili nido, salta il banco Liste d’attesa infinite "In 250 restano alla porta"

Asili: il nodo è venuto definitivamente al pettine in tutta la sua grandezza. Molte mamme pesaresi con i figli, 0-3 anni, sono in subbuglio. Perché? "Sono rimaste escluse dalla graduatoria definitiva che riguarda l’accessibilità al nido comunale a partire da settembre – conferma Giulia Marchionni, consigliera comunale (Prima c’è Pesaro), tempestata di telefonate e sollecitazioni da parte di genitori sull’orlo di una crisi di nervi –. Facendo un conto approssimativo dovrebbero essere 250 le aspiranti famiglie che dovranno cercare altrove la risposta che serve per accudire i pargoli e al tempo stesso conservare il posto di lavoro. Estremizzo? Meno di quanto si pensi in realtà".

Guardando al passato la lista d’attesa c’è sempre stata, ma non numericamente così impattante. Inoltre al nido, rispetto al servizio delle materne, è forte la mobilità. Tanti iscrivono il figlio per non vedersi precludere la possibilità, ma quando si tratta di pagare la retta effettivamente la domanda si contrae: ci sono famiglie che riescono ad organizzarsi con i nonni o con altre soluzioni private. "Il fenomeno della mobilità è storico ed è tipico del servizio nido: è vero – osserva Marchionni –, ma secondo me, negli ultimi anni è cambiato il paradigma sociale". Cioé? "In passato le famiglie preferivano iscrivere i loro bambini al nido comunale perché rappresentava una eccellenza. Oggi è ancora così, ma a ciò si aggiunge la convenienza". In che senso la convenienza? "Anche le famiglie ben messe, con entrambi i genitori che lavorano, hanno difficoltà a sostenere il prezzo di mercato di un asilo nido privato. Sono giorni che ricevo le segnalazioni di coppie di pesaresi con i figli 0-3 anni e che con un Isee sui 20mila euro, quindi un buon Isee da doppio reddito, dovrebbero pagare sui 250 euro al mese. Con il bonus nido, erogato dall’Inps a rimborso della retta pagata, una famiglia recupera 272 euro. Quindi, se ha modo di rientrare nelle graduatorie, di fatto rientra del 100%". Ma il bonus nido è valido anche con i nidi privati. "Vero, ma per le famiglie quei 250 euro del servizio sono già pesanti: se non ci fosse il bonus nido non potrebbero permettersi di mandare il figlio al nido".

"Ecco perché dico che è cambiato il paradigma: oggi sono esplose le famiglie che cercano di entrare al nido perché altrimenti non saprebbero proprio come fare". I nonni, come ci racconta una delle mamme nostre testimoni del problema, non sono più una certezza: "Ci sono nonni che continuano a lavorare a tempo pieno al pari dei figli" ci ha detto mamma Jessica. Per Marchionni quindi è il caso di ripensare le strategie legate agli educativi: "La sfida è creare anche delle convenzioni con i privati perché il fabbisogno cresce troppo velocemente".

Solidea Vitali Rosati