Badante
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Pesaro, 18 gennaio 2019 - Era una dama di compagnia cinquantenne. Di cui un’anziana coppia pesarese si fidava ciecamente. E anche i familiari degli anziani avevano riposto grande fiducia nella donna che accudiva i due anziani. Soltanto che dopo qualche tempo, tra il 2015 e il 2016, un familiare si è accorto che erano spariti dal conto bancario della coppia almeno 100mila euro. Sottratti con bonifici o tramite bancomat. I sospetti non potevano che concentrarsi sulla dama di compagna o badante e per questa la procura della Repubblica sta indagando la donna per circonvenzione d’incapace (è difesa dall’avvocatessa Paola Saccomanni).

Ieri, davanti al gip, si è svolto l’incidente probatorio per ascoltare la perizia di un medico eseguita sulla certificazione sanitaria che aveva l’anziana donna, la quale nel frattempo è deceduta. Per questo il medico non ha potuto valutare da vicino le condizioni di una presunta incapacità di intendere e volere. La difesa ha ricordato che l’anziana donna ha guidato l’auto fino al 2017 e che andava tranquillamente in banca a prelevare denaro apponendo la firma digitale e che provvedeva direttamente alla somministrazione quotidiana di medicine al marito malato. Tutto questo secondo la difesa dimostrerebbe che non possiamo parlare di una persona che è incapace di intendere e volere. Il medico incaricato dalla procura di valutare in base all’anamnesi proprio quest’aspetto, ha spiegato che le persone pur con infermità e Parkinson importante, possono continuare a fare delle cose in maniera ripetitiva come appunto garantire la somministrazione di medicine, le solite, alle persone a loro vicine.

Ora la procura della Repubblica, pm Valeria Cigliola, si appresta a chiudere l’inchiesta decidendo se procedere o meno con la richiesta di rinvio a giudizio per la badante accusata di circonvenzione di incapace. Stando a quanto si è appreso, la linea difensiva della donna è che ogni prelievo di denaro, fatto personalmente dall’anziana o anche fatto dalla stessa badante, era comunque deciso dalla proprietaria del conto, la quale avrebbe avuto sempre le ricevute dei prelievi effettuati. La sparizione di 100mila euro per un utilizzo che non è chiaro, alimenta il sospetto in chi indaga che ci sia stato un uso disinvolto di quel conto.

ro.da.