Pesaro, 10 febbraio 2019 - E’stato un tuffo da cardiopalma per gli 8 gradi fuori dall’acqua. Ma Emmanuele Porfido, 17 anni, è uno di parola. «Se prendo nove in latino, faccio il bagno in mare» aveva scommesso durante un pomeriggio a casa, con gli amici di sempre. Del resto la posta in gioco era alta: recuperare un primo quadrimestre devastato da infortuni pesanti - un tre, un 4 e un timido 6.5 - prima che quel massacro finisse in pagella.

«Se prendo nove in latino, faccio il bagno in mare», ha detto Emmanuele agli amici pensando che un miracolo sarebbe stato più facile. «L’ha detto con quella leggerezza di chi sa che è assolutamente improbabile che la prima condizione si possa verificare» ridono ancora Mattia Mariani, Filippo Della Chiara e Martino Anniballi, gli amici.

«Perché se questa invece si realizza...- continua Mattia - vuol dire che la realtà è sovvertita e che bisogna prepararsi al peggio». Come un bagno fuori stagione, appunto. Emmanuele ride, la sensazione è viva. Sono passati pochi giorni dal tuffo per aver preso nove al compito di latino sul De Bello Gallico di Cesare, ma più della sorpresa di vedere quel «nove spaccato» segnato dalla prof sul compito in classe, è impossibile cancellare la sensazione fisica del tuffo in mare.

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Il vento da nord e 8 gradi pungenti; la pelle d’oca affiorata un nano secondo dopo aver tolto la maglietta sono per Emmanuele indelebili. Già proprio così. Emmanuele Porfido, classe IV N allo scientifico Marconi, davanti ai bagni Spinaci, s’è liberato dei vestiti, ha preso la rincorsa e in pochi secondi ha consumato lo spazio tra lui e il mare gelido. I

l tutto sotto l’occhio attento di amici e smarthphone, prontissimi ad immortalare il gesto. «Dai lo fa... lo fa...lo fa....yuhuuu» esplode l’esultanza dei suoi, i quali oggi, descrivono la faccia di Emmanuele quando è andato a ritirare il compito dalle mani della prof del tutto ignara di antefatti, scommesse e affini.

«L’abbiamo visto sbiancare», ride Filippo. «All’inizio non credevamo anche noi che avesse preso proprio 9...in latino» commenta Martino. La scena è stata comica: Porfido ha preso il compito, l’ha girato un po’ tra le mani, ha guardato la prof chiedendo se magari non fosse un errore. Quando lei ha confermato che il compito meritava quel voto lì...è cominciata la trattativa.

«Ma non prof...è troppo...anche meno andrebbe bene». L’insegnante è stata irremovibile, non capendo in verità l’atteggiamento del ragazzo, il quale nella propria testa già sapeva cosa l’avrebbe atteso. «E’ stato forte», commenta Mattia, il primo a passargli l’asciugamano. «Avevo le gambe congelate - conclude Emmanuele -, avrei dovuto dar retta a mia madre, per nulla contenta di sapere che ho fatto il bagno senza muta».